SEMESTRE FILTRO GRADUATORIA: LA TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA ALLIEVA VALENTINA MAZZEI E DEL PADRE

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“SEMESTRE FILTRO GRADUATORIA: LA TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA ALLIEVA VALENTINA MAZZEI E DEL PADRE”, ascolta la nuova puntata del nostro Podcast.

Il percorso di Valentina Mazzei, che ha frequentato uno dei nostri corsi, è stato lungo, intenso, a tratti durissimo.
Fatto di sacrifici, imprevisti e momenti in cui andare avanti sembrava impossibile. Ma non è mai stata sola.

Accanto a lei, una famiglia presente in ogni passo.
Persone del nostro team che l’hanno accompagnata da vicino, non solo nello studio, ma anche nella gestione della fatica, dello stress, delle cadute. E poi c’è stata lei, con una forza e una determinazione incrollabili.

È da questo intreccio di relazioni che nascono i risultati più veri.
Quelli che non si misurano solo in una graduatoria, ma nella crescita profonda di una persona ed è proprio questo il tema trattato nella nuova puntata del Podcast, in compagnia di Valentina e di suo padre, Aurelio Mazzei.

Indice

Quale emozione avete provato quando avete scoperto dell’ammissione in graduatoria?

Papà di Valentina: È stata un’emozione molto grande, arrivata dopo due anni e mezzo di studi, di sacrifici e di ansia. Il lavoro scolastico era l’obiettivo primario, ma l’ingresso a medicina rappresentava il sogno e il mito da superare. È stata un’emozione enorme.

Valentina: È stato un momento surreale. Gli attimi prima tremavo perché avevo realizzato che stavo per vedere l’esito del risultato per cui mi stavo preparando ormai da due anni e mezzo. Quando ho visto “Ammessa a La Sapienza, Università di Roma”, che era la mia prima scelta, sono scoppiata in un pianto liberatorio carico di soddisfazione, orgoglio e soprattutto sollievo. In quel momento ho capito che tutto il lavoro fatto, tutte le ore di studio sui libri, sulle mappe mentali e davanti lo schermo avevano finalmente trovato un senso.

Cosa vi ha spinto a scegliere Cordua con due anni e mezzo di anticipo?

Papà di Valentina: Sapevamo che entrare a Medicina è diventato una sfida. Richiede una preparazione non solo dal punto di vista tecnico e del sapere, ma anche una gestione dello stress e della fatica che solo con un supporto importante e professionistico si può superare. Bisogna cercare un modo per incanalare l’energia e l’entusiasmo di Valentina verso questo risultato. Abbiamo scelto Cordua vedendo i requisiti e sentendo i pareri di molti amici.

Valentina: Ho scelto di affidarmi al corso perché sapevo che la scuola non sarebbe bastata, nonostante il diploma al liceo classico. Il test di Medicina non valuta solo quello che sai, ma anche come ragioni sotto pressione. Volevo un corso in grado di fornirmi un metodo di studio adeguato e rigoroso, ma anche qualcosa che mi facesse sentire sicura di me in aula il giorno dell’esame. Questo è stato possibile grazie al lavoro mentale dei docenti, che hanno lavorato costantemente sulla mia sicurezza interiore dandomi la forza mentale necessaria per affrontare gli esami del semestre filtro.

Come avete affrontato le difficoltà e i momenti più bui lungo il percorso?

Valentina: Il 2025 è stato l’anno più duro della mia vita, tra la frattura del femore, quella del braccio e un’intossicazione alimentare durante il test della Cattolica. Ci sono stati dei momenti in cui la tentazione di mollare era alta, non posso negarlo. Se oggi posso dire di avercela fatta è stato grazie alla mia famiglia, agli amici trovati nei compagni di Cordua e a Luca, il mio responsabile. Mi ha spronata quando ero a terra, rispondeva con pazienza a ogni ora e ha saputo dosare incoraggiamento e disciplina.

Papà di Valentina: Quello che ha avuto lei è stato un insieme di sfortune accadute tra febbraio e marzo. Mentre faceva i test ha avuto un’intossicazione alimentare ed è stata ricoverata in ospedale. Torna a casa, cade e si rompe il femore, viene operata d’urgenza e resta immobilizzata per settimane. In tutto questo, il team Cordua è riuscito a far uscire fuori la sua resilienza, portando a una rinascita essenziale per farle riprendere lo studio dalla mattina alla sera.

In che modo la preparazione ha contribuito al superamento del semestre filtro e alla crescita personale?

Papà di Valentina: Tantissimo. Ormai è una donna indipendente e autonoma, ha imparato a gestire la vita quotidiana a 360 gradi in una metropoli come Roma da sola. La cosa che più ha stupito è che in pochi giorni ha già decine di amicizie. Credo che qui c’entri molto la rete di rapporti che ha instaurato grazie a Cordua a livello di classe e interclasse.

Valentina: Mi sto trovando benissimo all’università e in generale con la mia vita qui a Roma. Cordua mi ha aiutato tantissimo in questo, non è stato solo un corso di preparazione alle materie, mi hanno insegnato l’organizzazione. Ne esco non solo come una studentessa di medicina, ma come una persona più consapevole delle proprie capacità, in grado di affrontare le sfide dell’università e della vita.

Come descrivereste Cordua con una sola parola?

Papà di Valentina: La definirei una scuola di vita.

Valentina: Assolutamente. Adottare un nuovo metodo di studio all’inizio può essere molto duro e destabilizzante, ma una volta acquisito il gioco è fatto. L’organizzazione non è un talento innato, ma una competenza che si acquisisce praticamente e io l’ho acquisita grazie a Cordua. Volevo concludere con una frase che mi è rimasta impressa, detta durante una delle giornate del “memo”, la full immersione sulle tecniche di memorizzazione rapida, che è diventata il mio mantra: il lavoro duro batte il talento.

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