TEST DI MEDICINA 2026: LA TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA ALLIEVA BEATRICE SURIANO

“Test di Medicina 2026: la testimonianza della nostra allieva Beatrice Suriano”, ascolta la nuova puntata del nostro Podcast.

Oggi celebriamo il traguardo della nostra allieva Beatrice Suriano, che ha coronato il suo sogno di entrare in Medicina. Infatti, si è da poco pre-immatricolata presso l’Università Europea di Roma (UER).

Scopriamo insieme le tappe fondamentali del suo percorso di preparazione.

Indice

Qual è stata l’emozione nel vedere la parola “ammessa” in graduatoria all’Università Europea di Roma?

Un’emozione così travolgente è difficile da descrivere a parole. Ho provato un mix fortissimo di felicità, incredulità e orgoglio. È stato un percorso impegnativo, completamente diverso da quello scolastico tradizionale, e ha richiesto tanta forza di volontà. Oggi mi sento davvero fiera di me stessa: sapere di aver raggiunto questo traguardo grazie al mio impegno è qualcosa di incredibile.

Perché scegliere di iniziare la preparazione con largo anticipo, già dal quarto anno di liceo?

Diventare medico è un sogno troppo importante per rimandarlo. Per questo ho scelto di iniziare già dal quarto anno: è stata una decisione consapevole e, col senno di poi, vincente. Credere davvero in se stessi significa anche agire subito, senza lasciare i propri obiettivi chiusi in un cassetto. Inoltre, partire in anticipo mi permetterà di vivere l’estate dopo il diploma con molta più serenità.

Oltre al metodo di studio, noti un cambiamento a livello di crescita personale e autostima?

Assolutamente sì. Questo percorso non è stato solo studio, ma una vera crescita personale. Ho imparato a organizzarmi meglio e a gestire più cose contemporaneamente. Con il tempo è aumentata anche la mia consapevolezza e mi sono sentita sempre più sicura di me. Quello che prima era solo un sogno, oggi è qualcosa di concreto.

Quali difficoltà incontra chi studia da solo per il test rispetto a chi segue un corso?

Studiare da soli può essere davvero difficile. Si rischia di perdere motivazione e di mettere in dubbio se stessi. Senza una guida, ogni ostacolo pesa di più e il percorso diventa molto solitario. In Cordua, invece, non mi sono mai sentita sola: avere accanto persone con il mio stesso obiettivo mi ha aiutata tantissimo. È proprio il contesto che ti spinge a credere in te stesso e a non mollare.

Com’è stato il rapporto con i docenti di Cordua, specialmente durante i momenti di maggiore pressione?

I docenti sono stati fondamentali. Non sono solo insegnanti, ma veri mentori. Nei momenti più difficili mi hanno sempre supportata, anche dal punto di vista umano. Il loro incoraggiamento continuo mi ha aiutata a gestire la pressione e a non farmi sopraffare. Sapere di poter contare su di loro ha fatto davvero la differenza.

Quanto conta la condivisione del percorso con gli altri compagni di corso?

Conta tantissimo. Quella che all’inizio sembra competizione, in realtà diventa un’occasione di crescita insieme. Dopo mesi online, incontrarsi dal vivo è stato emozionante e ha creato legami veri. Condividere ansie e paure con chi sta vivendo la stessa cosa ti alleggerisce tantissimo. È come vedere le tue emozioni riflesse negli altri.

Quale parola potrebbe descrivere la tua esperienza in Cordua?

La parola che sceglierei è “crescita”. Questo percorso mi ha cambiata profondamente. Ho imparato ad affrontare le sfide e a diventare più sicura. Mi porto dentro anche una frase del mio responsabile di corso, che mi ha colpita molto: “Le medaglie si vincono in allenamento, in gara si vanno solo a ritirare”. Ed è proprio così: il vero risultato è tutto il percorso che fai prima.

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