La nostra studentessa ha ottenuto l’ammissione all’Università Campus Bio-Medico di Roma nelle facoltà di Medicina in inglese e di Medicina percorso MedTech.
Attraverso il suo racconto emerge un percorso fatto di impegno, costanza e crescita personale, vissuto durante la preparazione con noi.
Indice
- Cosa si prova a entrare in graduatoria e raggiungere questo traguardo tanto ambito?
- Come ha influito questo risultato sulla tua crescita personale e sulla tua motivazione?
- Come hai affrontato l’impatto psicologico e la tensione il giorno del test?
- Quali sono stati i benefici del metodo Cordua, sia a livello accademico che motivazionale?
- Quale valore ti ha trasmesso questo percorso per il tuo futuro da medico?
Cosa si prova a entrare in graduatoria e raggiungere questo traguardo tanto ambito?
Provo molta incredulità, perché è un traguardo grandissimo. Per noi ragazzi è una delle prime vere grandi sfide della vita. Mentre tanti miei compagni erano concentrati sulla maturità, io mi sono ritrovata in un’aula enorme insieme a quasi tremila persone che volevano tutte raggiungere lo stesso obiettivo. Nei giorni precedenti continuavo a ripetermi di affrontarlo senza troppe aspettative, e invece sono entrata. Ancora oggi faccio fatica a crederci. Inoltre, il risultato mi ha dato anche la possibilità di scegliere tra Medicina in inglese e MedTech!
Come ha influito questo risultato sulla tua crescita personale e sulla tua motivazione?
A prescindere dal risultato finale, mi sento estremamente soddisfatta del percorso che ho fatto. Ho iniziato a prepararmi con Cordua a fine giugno e questo ha significato dedicare gran parte dell’estate allo studio. Prima tendevo molto a procrastinare, soprattutto per gli impegni scolastici, mentre questo test mi ha obbligata a cambiare atteggiamento. È una prova molto oggettiva: chi corregge il test non sa chi sei, conta solo quello che fai. Anche le mie priorità sono cambiate. Ho capito che dovevo organizzarmi in modo diverso e dare il giusto peso agli obiettivi che avevo davanti.
Come hai affrontato l’impatto psicologico e la tensione il giorno del test?
All’inizio ero molto spaventata. Ero convinta che sarei entrata in aula, avrei guardato il test e sarei andata via. Poco prima della prova, però, mi è tornata in mente una frase detta da Marco, il mio Responsabile di corso: “Una volta seduta lì, devi guardarti indietro e dirti che hai fatto tutto il possibile. Da quel momento in poi non puoi fare altro”. Questo pensiero mi ha aiutata tantissimo, perché mi ha fatto capire che la preparazione era già stata fatta e che dovevo solo cercare di affrontare il test con lucidità.
Quali sono stati i benefici del metodo Cordua, sia a livello accademico che motivazionale?
Dal punto di vista motivazionale, stare insieme a persone che vivono la tua stessa esperienza fa davvero la differenza. Ti senti compresa e meno sola. Anche i docenti sono stati importanti soprattutto nei momenti più difficili, quando magari subentravano stanchezza o insicurezza. A livello di studio, invece, ho imparato a organizzarmi meglio e a costruire una preparazione più solida. Non si tratta di studiare per un’interrogazione e dimenticare tutto subito dopo, ma di costruire giorno dopo giorno le basi del proprio percorso futuro. Inoltre, ho capito che in un test come questo bisogna sempre cercare di dare il massimo, senza fare troppo affidamento sui risultati degli anni precedenti.
Quale valore ti ha trasmesso questo percorso per il tuo futuro da medico?
Credo di aver acquisito molta più consapevolezza, fiducia in me stessa ed equilibrio. In passato affrontavo i periodi intensi di studio facendo nottate e rinunciando completamente al tempo libero. Durante questo percorso ho capito che il riposo e l’equilibrio mentale sono fondamentali, soprattutto per chi vuole intraprendere una professione come quella medica. Organizzare bene le proprie giornate, studiare con costanza ma anche sapersi fermare, secondo me è essenziale. Senza lucidità mentale è difficile affrontare un percorso così impegnativo.





