A seguito delle disposizioni previste dal nuovo Decreto Legge 9 marzo 2020, n.14, a partire da questa mattina tutta Italia è diventata zona rossa: per queste ragioni, tutte le norme e le restrizioni inizialmente previste per le aree a rischio - secondo quanto precedentemente riportato all'interno del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 marzo 2020 - vengono applicate su tutto il territorio nazionale.

I PROVVEDIMENTI

Stando al testo del nuovo Decreto, a partire da questa mattina tutta Italia diventa zona rossa, e per tanto viene indistintamente applicato all'intero territorio nazionale ciascuno dei singoli provvedimenti precedentemente presi per le zone più colpite del Paese.
Per contenere un'ulteriore diffusione del Coronavirus, infatti, il premier Giuseppe Conte ha annunciato - durante una conferenza stampa tenutasi poco dopo le 21 di ieri - l'estensione delle misure previste nel decreto governativo dell'8 marzo a tutto il territorio nazionale: per queste ragioni, gli spostamenti - consentiti per comprovate ragioni di lavoro, per casi di necessità o motivi di salute - saranno vietati su tutto il territorio peninsulare, così come sarà fatto esplicito divieto di assembramenti all’aperto o in locali aperti al pubblico e verrà prevista la chiusura alle ore 18 per tutti i locali, compresi bar e ristoranti. Chiunque dovesse spostarsi per le ragioni di cui sopra dovrà pertanto compilare e portare con sé un'autocertificazione: in assenza della suddetta, o nel caso in cui le dichiarazioni ivi riportate dovessero risultare non veritiere, si rischierà - oltre a un'ammenda di 206 euro - anche l'arresto e la reclusione fino a 3 mesi. La veridicità dell'autocertificazione potrà essere controllata dalle autorità in qualsiasi momento.

Con l’estensione all'intera Penisola delle norme previste per Lombardia e le 14 province di Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Marche, inoltre, lo stop fino al 3 aprile delle lezioni di scuole di ogni ordine e grado - comprese le università - diventa fattuale su tutto il territorio nazionale.
In questo frangente, dunque, si spingerà ancora di più sulla didattica a distanza, finalizzata in prima istanza a tutelare il diritto costituzionalmente garantito all'istruzione.

IL CASO DI CORDUA

Come avevamo già anticipato ieri, grazie ai nostri oltre 15 anni di esperienza nel settore dei corsi online e al supporto di una tecnologia sempre più all'avanguardia, anche in un contesto come quello attuale la nostra attività di preparazione ai test d'accesso a medicina e alle facoltà medico-sanitarie potrà proseguire normalmente, attraverso la programmazione e la gestione online di corsi e lezioni, così da mantenere sicuro l'ambiente di lavoro sia per il nostro staff che per tutti i nostri studenti, i quali in questo modo potranno continuare a studiare rimanendo comodamente a casa propria.

Lo abbiamo già detto in più occasioni, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo: la sicurezza viene prima di tutto. È per questo che continuiamo ad affermare con orgoglio la nostra adozione di una modalità di telelavoro e di smart working, grazie a cui tutto il nostro staff e i nostri allievi di potranno continuare tutte le normali attività previste dal nostro piano di lavoro anche in un'ottica di emergenza come quella in cui verte attualmente il nostro Paese.

Se tutti ci atterremo alle disposizioni imposte dal Governo, l'emergenza verrà risolta: è chiaro, però, che si debba collaborare. Non solo per il nostro bene e per quello dei nostri cari: stare a casa è un atto fondamentale, una presa di responsabilità semplice, ma che può salvare vite umane. Non fatelo per voi: fatelo per tutti.

La forza nei nostri numeri

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