Semestre filtro graduatoria: la testimonianza di Rosario Tambaro

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“Semestre filtro graduatoria: la testimonianza di Rosario”: ascolta la nuova puntata del Podcast di Cordua.

Il 1° settembre 2025, l’avvio del Semestre filtro, ha segnato l’inizio di una “nuova Era” per gli aspiranti medici. Dopo tre mesi di lezioni obbligatorie in Biologia, Chimica (e propedeutica biochimica) e Fisica, gli studenti hanno dovuto affrontare due appelli d’esame nazionali, con una graduatoria unica di merito.

Un momento formativo che si è rivelato intensissimo ed estremamente selettivo. In questo scenario, è giusto porsi la domanda “Come si può affrontare il semestre filtro in maniera ottimale?”.

Per rispondere, abbiamo intervistato Rosario Tambaro, ex studente Cordua che ha ottenuto ottimi risultati:

  • Secondo classificato nella graduatoria di Medicina e Tecnologie Digitali all’Università Statale di Catanzaro
  • l’ammissione in graduatoria all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano per Medicina in lingua italiana.

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Come ci si sente dopo aver raggiunto traguardi così importanti?

È un’emozione indescrivibile, soprattutto perché il percorso del semestre filtro era completamente nuovo. Infatti, non avevamo riferimenti rispetto agli anni precedenti. Sapere che esercizio e dedizione hanno portato a questi risultati è una soddisfazione enorme.

Qual è la difficoltà più grande per chi vuole affrontare una selezione così competitiva?

Le informazioni da conoscere sono tantissime e spesso sono proprio i dettagli a fare la differenza. Sapere un argomento solo nelle sue linee generali non basta, non ti permette di eccellere. E secondo me l’obiettivo non è solo superare una selezione, ma farlo al meglio delle proprie possibilità. Il primo ostacolo è proprio cambiare mentalità.

In che modo è cambiato il tuo metodo di studio con Cordua?

Alle superiori facevo quello che fanno in tanti: leggevo e ripetevo ad alta voce. Per interrogazioni e compiti andava bene, ma per test complessi, con tempi stretti e domande molto precise, non è la strategia migliore. Quando ho iniziato a studiare con Cordua, mi sono reso conto che dovevo cambiare completamente approccio. Qui mi hanno insegnato ad utilizzare le mappe mentali. Non ne avevo mai fatta una in vita mia. All’inizio ero scettico, poi me ne sono innamorato. Mi hanno permesso di organizzare le informazioni in modo diverso, più visivo, più strutturato. È stato un cambiamento enorme, che non mi sarei mai aspettato, e che ha migliorato notevolmente la mia capacità di memorizzazione.

Hai notato un cambiamento in te stesso durante questo percorso?

A volte mi chiedevo se fossi davvero all’altezza, specialmente dell’obiettivo ambizioso che avevo in mente per il mio futuro. Il primo messaggio che abbiamo ricevuto è stato chiaro: lavorare e credere in se stessi. Oggi ho una fiducia diversa nei miei mezzi. So che, indipendentemente dal risultato, se ho dato il massimo posso essere sereno. E questo è un cambiamento profondo.

Quanto è importante avere un gruppo di supporto?

Fondamentale. Abbinare scuola o università a una preparazione così intensa non è semplice. Ci sono momenti in cui vorresti mollare. Avere accanto persone che vivono il tuo stesso percorso ti fa sentire compreso. E anche fuori, avere amici che riconoscono i tuoi sforzi ti aiuta a vedere il quadro più grande, a ricordarti perché lo stai facendo.

Quale consiglio daresti a coloro che vogliono affrontare la selezione medico-sanitaria?

Voler studiare in questo ambito significa accettare responsabilità, sacrifici e rinunce. Ma gli sforzi vengono ripagati, l’ho visto su di me e su tanti altri. Studiare tanto, prendersi anche momenti di pausa, ma non farsi condizionare dalle critiche. Come ci hanno detto una volta: soltanto nel vocabolario la parola successo viene prima di sudore. Nella vita non funziona così.

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