TEST DI MEDICINA 2026: LA TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA ALLIEVA ANTONIA NICODEMI E DI SUA MADRE

“Test di Medicina 2026: la testimonianza della nostra allieva Antonia Nicodemi e di sua madre”, ascolta la nuova puntata del nostro Podcast.

Affrontare il percorso verso Medicina non è solo una sfida accademica, ma un vero percorso di crescita personale che richiede una motivazione solida, profonda e consapevole. È proprio la motivazione che permette allo studente di superare le difficoltà, mantenere la costanza e continuare a credere nel proprio obiettivo anche nei momenti più complessi.

In questo processo, anche il ruolo dei genitori è decisivo, come fonte di sostegno autentico, capace di alimentare fiducia e serenità.

È questo il cuore della nuova puntata del nostro Podcast, in cui la nostra allieva Antonia Nicodemi, pre-immatricolata in Medicina in lingua inglese presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme a sua madre, la signora Lucia Spagnolo, raccontano come, quando motivazione e supporto familiare si incontrano, la preparazione al test diventa il primo passo per affrontare con maturità e determinazione l’intero percorso universitario.

Quale emozione si prova nel leggere “Ammessa” in graduatoria in un ateneo così prestigioso?

“L’emozione è fortissima perché rappresenta la fine di un percorso durato due anni,” racconta Antonia. “Quando ho letto ‘ammessa’ nella mia università di prima scelta sono stata molto contenta: in un attimo ho dimenticato tutto lo sforzo profuso e ho pensato solo alla gioia nel vedere concretizzarsi i miei sacrifici”.

Quale significato assume questo successo per un genitore e come si sostiene un figlio?

“Da mamma provo una grande soddisfazione per aver avuto una conferma sulla correttezza della scelta fatta,” spiega la signora Lucia Spagnolo. “Credo che il compito più importante per il genitore sia capire la reale motivazione sottesa a questa scelta e stare accanto ai ragazzi nel dare il giusto sostegno, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, dando loro fiducia.

Quali sono le maggiori difficoltà per gli studenti durante la preparazione?

“Le difficoltà più grandi riguardano il pensare di non farcela dopo un risultato negativo”, confida Antonia. “La chiave è prepararsi per tempo, non lasciare mai perdere nulla e mantenere la costanza. In più, la prima cosa che facevo dopo una simulazione andata male era parlare con il docente: ricevevo subito messaggi di conforto e consigli concreti per trovare immediatamente una soluzione al problema.

Come contribuisce il gruppo di studio alla crescita personale?

Il confronto è stato importantissimo perché si è creata proprio una famiglia,” sottolinea Antonia. “Durante le lezioni non si sentiva mai il peso del tempo in più, c’è sempre stato un clima sereno e amichevole in cui abbiamo scherzato e riso”. “Confrontandosi con i compagni e i docenti, ha avuto modo di condividere le stesse preoccupazioni e ha raggiunto una grande tranquillità interiore,” aggiunge la signora Lucia Spagnolo.

Quale valore aggiunto offre il metodo Cordua?

“Il valore principale è quello di un progetto condiviso, la forza di non percorrere una strada da soli,” evidenzia la madre di Antonia. La futura studentessa di Medicina conclude con entusiasmo: “L’aspetto fondamentale è l’essere un percorso completo, in cui viene prestata tantissima attenzione all’aspetto psicologico ed emotivo di noi ragazzi. Grazie agli incontri motivazionali ci siamo sentiti molto spinti a credere nel nostro sogno e abbiamo costruito la consapevolezza che, seguendo tutti i consigli, saremmo riusciti ad arrivare al nostro traguardo”.

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