Le graduatorie del 1° semestre filtro hanno evidenziato una realtà estremamente selettiva.
Infatti, senza il Decreto del 22 dicembre 2025, solo 7.188 candidati avrebbero ottenuto l’idoneità con tre sufficienze, su un totale di 16.860 posti disponibili.
In questo scenario, il successo di Flavia Costanzo, studentessa Cordua sin dal terzo anno di liceo, rappresenta un’eccezione. Flavia si è distinta come una vera top player, riuscendo a ottenere voti eccellenti, fin dal primo appello, dove ha ottenuto i seguenti punteggi:
- 31 in Chimica (quindi è riuscita a conquistarsi la Lode)
- 29 in Fisica
- 26 in Biologia
Di seguito, riportiamo l’intervista integrale in cui Flavia racconta il suo percorso con noi e come è riuscita a raggiungere il traguardo tanto desiderato.
Indice
- Quali emozioni hai provato quando hai visto questi risultati?
- Cosa ti ha spinto a intraprendere un percorso di preparazione già dal terzo anno del liceo?
- Come hai vissuto i numerosi cambiamenti dei test e come Cordua ti ha aiutata a rimanere focalizzata?
- Com’è stato affrontare il semestre filtro alla Federico II e quali sono state le sfide più grandi?
- Qual era la tua routine quotidiana per conciliare studio e vita privata?
- Com’era il clima con i compagni di università?
- Come sei cambiata in questi anni grazie al percorso con Cordua?
- Quale impatto hanno avuto le simulazioni nella tua preparazione?
- Come hai gestito l’aspetto mentale e l’ansia durante il test?
- Se dovessi descrivere Cordua con una sola parola, quale sceglieresti?
- Quale consiglio daresti ai ragazzi che sognano un futuro in medicina?
Quali emozioni hai provato quando hai visto questi risultati?
L’emozione più grande è arrivata il 13 dicembre 2025 con la pubblicazione dei voti. Nonostante fossi consapevole che il test non fosse andato male, il clima di “terrorismo psicologico” alimentato dai vari media nei mesi precedenti mi portava a temere il peggio, data l’altissima concorrenza per l’Università Federico II.
Vedere risultati così alti è stata una soddisfazione immensa.
Ho visto concretizzarsi il lavoro svolto negli ultimi tre anni, in particolare per la lode in Chimica, frutto di una preparazione che non si è limitata al solo semestre filtro ma è iniziata molto tempo prima.
Cosa ti ha spinto a intraprendere un percorso di preparazione già dal terzo anno del liceo?
Fin da piccola il mio unico desiderio è stato studiare Medicina; non ho mai contemplato un “piano B”.
Mio padre iniziò a informarsi già ai primi anni delle superiori e i feedback positivi su Cordua ci portarono a seguire una presentazione all’Università Campus Bio-Medico nel maggio 2023. L’impressione fu ottima e decidemmo di iniziare subito per acquisire la maggiore preparazione possibile, considerando anche che all’epoca il test per la statale era accessibile già dal quarto anno.
Come hai vissuto i numerosi cambiamenti dei test e come Cordua ti ha aiutata a rimanere focalizzata?
In tre anni di frequenza, le modalità del test sono cambiate quattro volte.
Lo staff Cordua, nonostante le novità del semestre filtro, si è adattato rapidamente al cambiamento. Le lezioni, impostate sulla nuova modalità di selezione, ci hanno dato una base solida e una preparazione d’avanguardia.
Com’è stato affrontare il semestre filtro alla Federico II e quali sono state le sfide più grandi?
La sfida principale è stata conciliare lo studio di tre materie con le lezioni universitarie, che si svolgevano dalle 9:00 alle 16:30.
Considerando i tempi di spostamento, tornavo a casa tardi ed era impensabile studiare ogni giorno tutte le materie trattate a lezione.
La chiave è stata l’organizzazione: selezionavo una o due materie ogni pomeriggio con l’obiettivo di arrivare alla domenica senza arretrati, sfruttando il weekend per ripassare tutto. Questa capacità organizzativa è una dote che ho appreso proprio in questi tre anni di formazione.
Qual era la tua routine quotidiana per conciliare studio e vita privata?
Dopo sei o sette ore di università, avevo bisogno di staccare.
Per questo motivo, dedicavo il tardo pomeriggio alla palestra o ai miei hobby, ricominciando a studiare verso le 19:30 o le 20:00. Spesso studiavo la mattina presto o in pausa pranzo per ritagliarmi quei momenti di svago necessari a mantenere l’equilibrio mentale
Com’era il clima con i compagni di università?
Il clima era teso, con frequenti dibattiti nei gruppi tra chi sosteneva la necessità di non aiutarsi per via della competizione e chi, come me, riteneva che il confronto fosse un vantaggio reciproco. Personalmente, ho scelto di aiutare gli altri quando possibile, convinta che spiegare determinati argomenti fosse utile anche a me per consolidare la preparazione.
Come sei cambiata in questi anni grazie al percorso con Cordua?
Oggi riesco a gestire grandi carichi di lavoro in modo molto più sereno e ho sviluppato una capacità di pensiero critico molto più matura.
Se al terzo anno avevo difficoltà a conciliare Cordua con la scuola e non riuscivo a svolgere simulazioni complete, dal quarto anno in poi ho imparato a sfruttare ogni momento, anche a scuola, per portarmi avanti con i compiti e dedicare il pomeriggio ai test.
Quale impatto hanno avuto le simulazioni nella tua preparazione?
Ho capito presto che la sola teoria non basta: è necessario applicare le nozioni alla pratica. Negli ultimi mesi del semestre filtro sono arrivata a svolgere tre o quattro simulazioni al giorno, utilizzando sia quelle quotidiane fornite da Cordua sia quelle che potevo creare autonomamente sul vostro simulatore online Corduatest.
Un metodo molto efficace è stato comporre simulazioni caratterizzate esclusivamente dai quesiti che avevo sbagliato, così da lavorare sulle mie lacune in maniera mirata.
Come hai gestito l’aspetto mentale e l’ansia durante il test?
Mentre molti candidati soffrivano di attacchi di panico o ansia, io ero tranquilla e consapevole del lavoro svolto. In questo mi ha aiutata moltissimo l’aver già sostenuto altri test d’ingresso in precedenza: Cordua ci ha abituati al confronto con la prova.
Per me gli esami del 20 novembre 2025 hanno rappresentato un’esperienza gestibile dal punto di vista emotivo.
Se dovessi descrivere Cordua con una sola parola, quale sceglieresti?
Sceglierei “eccezionali”. I docenti e i membri dello staff sono stati presenti a 360° durante tutto il mio percorso e credo che senza di loro non avrei raggiunto questo risultato. È fondamentale iniziare con un corso di preparazione almeno un anno prima, perché il “semestre” filtro è in realtà un bimestre ed è impossibile arrivarci pronti partendo da zero.
Quale consiglio daresti ai ragazzi che sognano un futuro in medicina?
Il mio consiglio è di crederci sempre e non arrendersi, avendo il coraggio di rischiare per i propri obiettivi. Non è necessario essere perfetti ogni singolo giorno; ciò che conta davvero è la costanza, perché è quella che porta ai risultati finali.





