Test di Medicina 2026: la nostra allieva Arianna Siri ammessa all’Università LUM di Bari

“Test di Medicina 2026: la nostra allieva Arianna Siri ammessa all’Università LUM di Bari”, ascolta la nuova puntata del nostro Podcast.

Il percorso di Arianna rappresenta la testimonianza concreta di quanto preparazione, metodo e supporto umano possano fare la differenza in un cammino complesso e altamente competitivo come quello dell’accesso a Medicina.

Durante l’intervista, la nostra allieva racconta come abbia trasformato paure e insicurezze in una nuova consapevolezza di sé. Dal liceo delle Scienze Umane alla scoperta di una forte passione per le materie scientifiche, fino all’emozione di leggere il proprio nome tra gli ammessi: un’esperienza che oggi può diventare un punto di riferimento per tanti studenti che sognano una carriera medico-sanitaria.

Quando hai deciso di intraprendere il percorso di preparazione a Medicina e quando hai capito che poteva essere davvero la tua strada?

Il desiderio di aiutare gli altri mi accompagna fin da piccola. Medicina è sempre stata la scelta più coerente con i miei ideali e con la visione che avevo della mia vita: già mi immaginavo negli ospedali.

Il percorso in Cordua è arrivato più avanti, quando mi sono resa conto che studiavo sui primi manuali, ma non nel modo in cui avrei voluto. Mi sentivo ancora molto incerta rispetto ai test. Per questo ho deciso di iscrivermi: volevo una guida, qualcuno che mi seguisse davvero, senza avere continuamente il pensiero di non fare abbastanza o di non essere pronta rispetto agli altri.

Le news diffuse gli anni scorsi sull’abolizione del test hanno influenzato il tuo pensiero sul percorso da intraprendere?

Sicuramente sì, perché la riforma ha dimostrato quanto l’accesso a Medicina sia competitivo. I tassi di bocciatura sono stati molto alti.

Proprio per questo ho deciso di affidarmi a una guida. Iniziando presto, ho avuto la possibilità di capire quale fosse davvero il percorso più adatto a me, tra pubblico e privato. È stata una scelta che ho sentito moltissimo.

In questo percorso ti senti cambiata? A cosa ti è servito, non soltanto a livello accademico ma anche motivazionale?

Mi è servito tantissimo il metodo di studio. Le mappe mentali, che seguono la legge della rete neurale, insieme alle tecniche per la memorizzazione rapida, si sono rivelate utilissime anche nel percorso scolastico.

E assolutamente sì, mi sento cambiata. Quando inizi il corso capita spesso di sentirsi inferiori o meno preparati degli altri. Raggiungere il proprio obiettivo ti dà un’autostima completamente diversa. Acquisire la consapevolezza di essere capace, come tutti gli altri, di raggiungere il successo fa davvero la differenza.

Come vivevi prima la paura di non essere all’altezza, del giudizio degli altri e del confronto?

Non conoscendo il livello degli altri, mi sentivo sempre io quella indietro e in difetto. Vengo dal liceo delle Scienze Umane, dove le materie scientifiche venivano trattate pochissime ore alla settimana. Prepararmi ai test ha significato ricostruire completamente la mia preparazione.

Grazie a Cordua ho scoperto di essere in realtà molto portata per le discipline scientifiche. Mi sono sentita più sicura anche a scuola ed è nata una forte passione per la Chimica e la Fisica. Questa scoperta sta influenzando persino le mie future scelte di specializzazione.

Arrivavi da un approccio privo di metodo strutturato. Come studi ora?

La parte più difficile da affrontare sono stati proprio i ripassi programmati perché ho sempre avuto una buonissima memoria e all’inizio mi chiedevo a cosa potessero servirmi.

In realtà mi sono accorta che i concetti rimanevano impressi molto più a lungo. Ripassare continuamente e sostenere check e parziali con regolarità mi ha dato la possibilità di assimilare le informazioni in forma ciclica, tanto che molte cose le ricordo ancora oggi.

Anche svolgere i check al pomeriggio è stato molto stimolante. Per me è stata una vera rivoluzione.

C’è stata una fase in cui hai avvertito in modo decisivo il sostegno da parte dei docenti?

Ringrazio profondamente i miei docenti perché, oltre a essere ottimi insegnanti, sono stati una vera forma di sostegno. Essendo una persona che soffre d’ansia, ho sempre trovato in loro una spalla su cui piangere e riflettere.

Cosa hai provato quando hai letto la parola “Ammessa” in graduatoria?

Quando il 9 aprile è uscita la graduatoria, sono rimasta giorni interi a fissare quel numero, ripetendomi che non fosse possibile. Vedere che ero capace quanto gli altri e che potevo davvero intraprendere il percorso di Medicina che ho sempre desiderato è stato sconvolgente.

Quando guardi gli altri pensi sempre: “Che bravo quello studente”, ma non immagini mai a quale livello potresti arrivare tu. Non si è mai davvero preparati a quando succede in prima persona. Me ne sono resa conto pienamente solo al momento dell’immatricolazione.

Quando guardavo i video dei successi degli altri ragazzi pensavo sempre: “Magari un giorno ci sarò anche io”. E alla fine è successo davvero.

Qual è il valore di Cordua che ti porti nel cuore per il tuo futuro come medico?

Sicuramente il sostegno dei miei insegnanti e dei miei compagni. Sapere che i docenti desideravano vedermi con il camice bianco e non avere la sensazione di lottare da sola contro il mondo è qualcosa che mi porterò sempre dentro.

I miei compagni, con cui ho studiato giorno e notte per un traguardo così difficile, hanno rappresentato per me una prova concreta di solidarietà e fiducia nell’altro. Senza il supporto e la forza di un gruppo di studio così unito non saremmo mai arrivati ai nostri risultati.

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