Come si affronta un test di ammissione quando l’emozione, il tempo a disposizione e il peso di mesi di preparazione si fanno sentire? In questa puntata del podcast di Cordua, Filippo Sanvito e Lorenzo Firpo raccontano la loro esperienza e il percorso che li ha accompagnati fino all’ammissione. Con loro interviene il professor Marco Pagano, che riflette sulle difficoltà più comuni e sull’importanza di costruire, insieme alla preparazione didattica, fiducia e sicurezza.
Ascolta la puntata e scopri le loro testimonianze: storie diverse, unite dalla determinazione e dalla consapevolezza che anche il metodo e il supporto ricevuto possono fare la differenza.
Indice
- In quale facoltà vi siete immatricolati?
- Quali sono le criticità che accomunano le persone che vogliono affrontare questo percorso?
- Lorenzo, quali sono state le tue difficoltà?
- Filippo, tu hai un trascorso diverso. Ce lo racconti?
- Marco, tu vedi dei cambiamenti nei ragazzi quando partecipano ai nostri corsi? Nessuno insegna loro a studiare prima di Cordua: è realmente così?
- Filippo, come si affronta un test avendo alle spalle una delusione?
- Marco, dato che sei stato il responsabile di Filippo, che cambiamenti hai visto in lui?
- Lorenzo, affrontare un test per la prima volta che impatto ha avuto su di te a livello emotivo?
- Un consiglio da dare agli studenti che vogliono affrontare questo percorso?
In quale facoltà vi siete immatricolati?
Lorenzo Firpo: «Sono entrato a Fisioterapia a Pietra Ligure all’Università Link. Ho sostenuto la prova il primo ottobre. Ero molto in ansia, avevo basse aspettative e poca fiducia in me. Alla fine il test è andato bene: sono entrato e mi sono classificato tra i primi cinque in graduatoria. Sono molto soddisfatto. L’ansia fa i suoi giochi, ma sono riuscito a gestire tutto».
Filippo Sanvito: «Io ho provato due test. Sono stato ammesso sia in Medicina all’Università Vita-Salute San Raffaele, sia a Fisioterapia all’Università di Genova dove mi sono immatricolato.».
Quali sono le criticità che accomunano le persone che vogliono affrontare questo percorso?
Prof. Marco Pagano: «Le prime criticità sono le lacune che a volte ci si porta dietro dalla scuola, senza averne colpa. In tutta Italia ci sono scuole che preparano meglio e altre meno bene in alcune materie, come Fisica e Matematica. È quindi possibile arrivare con lacune pregresse. La seconda criticità è la poca abitudine alle prove. Per un test come quello di Professioni Sanitarie, che si svolge in un solo giorno e non dà seconde possibilità, bisogna arrivare pronti non soltanto dal punto di vista didattico, che è la base, ma anche da quello emotivo e mentale. Devo essere preparato in Biologia, Logica, Chimica, Fisica e Matematica, ma anche pronto ad affrontare la prova e a gestire l’agitazione e i pensieri che possono emergere quando il tempo inizia a scorrere. Queste sono probabilmente le sfide più importanti da superare».
Lorenzo, quali sono state le tue difficoltà?
Lorenzo Firpo: «Sicuramente il fatto che il test si faccia una sola volta: si ha molta paura di sbagliare e si creano tante incertezze e pensieri negativi. Hai davanti una prova che deve rispecchiare mesi di studio, impegni e sacrifici. Essendo un concorso, per me era la prima volta e l’emozione ha giocato la sua parte. Inoltre, per ragazzi come me che non hanno mai affrontato a scuola materie come Biologia o Chimica, questo poteva rappresentare uno svantaggio iniziale. Inoltre, nella sede in cui ho svolto il test non era presente nemmeno l’orologio, quindi dovevo calcolare i tempi. Però, con le simulazioni affrontate durante il percorso con Cordua, sono riuscito a gestirmi bene. Il tempo gioca un ruolo, ma saperlo gestire è una capacità che si acquisisce».
Filippo, tu hai un trascorso diverso. Ce lo racconti?
Filippo Sanvito: «L’anno scorso ho provato il semestre filtro a Genova, senza ottenere un buon risultato. Per questo ho intrapreso il percorso Cordua: volevo prepararmi al test e acquisire un metodo di studio approfondito e di livello universitario. Il percorso mi è stato utile per affrontare lo studio e la prova, anche grazie alle esercitazioni continue. Inoltre, mi ha aiutato a riconoscere che Fisioterapia è più in linea con le mie attitudini».
Marco, tu vedi dei cambiamenti nei ragazzi quando partecipano ai nostri corsi? Nessuno insegna loro a studiare prima di Cordua: è realmente così?
Prof. Marco Pagano: «È così, decisamente. I ragazzi arrivano da percorsi scolastici molto diversi, chi dallo scientifico, chi dal classico o linguistico, chi dall’artistico… e quindi non partono tutti dalla stessa base. La cosa più importante è dare a ciascuno una base solida, ripartendo dall’inizio. Sapere che non si dà nulla per scontato trasmette tranquillità e sicurezza.
Un piccolo risultato positivo diventa la prima tessera di un domino: può innescare un effetto valanga, trasformare le incertezze iniziali in punti di forza personali e didattici e portare alla consapevolezza di essere pronti ad affrontare la prova».
Filippo, come si affronta un test avendo alle spalle una delusione?
Filippo Sanvito: «La mia delusione personale si è trasformata nella voglia di rivalsa, di ritrovare subito il coraggio e dare frutto all’anno di preparazione. Ho capito che il tempo non è mai abbastanza, ma che, se lo sfrutti bene, può dare molti frutti».
Marco, dato che sei stato il responsabile di Filippo, che cambiamenti hai visto in lui?
Marco Pagano: «Filippo è un ottimo esempio di costruzione della sicurezza. All’inizio c’erano aspetti da sistemare dal punto di vista didattico, ma soprattutto bisognava costruire la fiducia in sé stesso dopo la delusione dell’anno precedente. Gli va riconosciuto il merito della maturazione e della serenità acquisita lavorando nel modo giusto. Filippo è sempre stato una persona che chiedeva feedback senza aver paura dell’errore o del giudizio».
Filippo Sanvito: «Ho sempre avuto un po’ paura del giudizio, ma al Cordua mi sono trovato benissimo perché mi sentivo sicuro di potermi aprire totalmente. Se condividi le tue insicurezze con i professori, loro ti aiutano a trovare il metodo di studio migliore per te».
Lorenzo, affrontare un test per la prima volta che impatto ha avuto su di te a livello emotivo?
Lorenzo Firpo: «C’è molta agitazione, ma il supporto continuo e umano dei professori e della mia responsabile mi ha tranquillizzato molto. Sapere di avere una preparazione solida ti fa acquisire sicurezza in te stesso. Superare il test è stata una grandissima soddisfazione e ha rappresentato un percorso di maturazione a 360 gradi».
Un consiglio da dare agli studenti che vogliono affrontare questo percorso?
Lorenzo Firpo: «Il consiglio è credere in se stessi. I pensieri negativi si possono evitare: si hanno tutti i mezzi e le capacità per riuscire. Aver scelto un percorso come Cordua è già una dimostrazione dell’impegno che ci si mette».
Filippo Sanvito: «Sono d’accordo. Prima mi chiedevo sempre come facessero gli altri a farcela. Questo percorso mi ha insegnato a credere in me stesso e a capire che sono come tutti gli altri. Bisogna crederci, concentrarsi sull’obiettivo e dedicare totalmente il proprio tempo».
Prof. Marco Pagano: «Il consiglio è affidarsi. Bisogna fare il salto nel vuoto e fidarsi di chi guida il percorso e ha già visto tante storie simili. Affidarsi ai consigli dei docenti e dei responsabili è il valore più grande che un ragazzo possa dare al proprio percorso».





