Ai nostri microfoni c’è Virginia Bertoglio, una nostra allieva che ha raggiunto un traguardo eccellente, collocandosi al secondo posto in graduatoria per Odontoiatria all’Università degli Studi di Genova.
La sua vicenda ci ricorda una verità fondamentale: ascoltare le proprie aspettative non costituisce un rischio, bensì un atto di responsabilità verso il proprio futuro.
Il suo sogno è sempre stato chiaro: diventare Odontoiatra. Eppure, per motivi diversi, il suo percorso inizialmente l’aveva portata altrove, verso Giurisprudenza, dove aveva costruito un’ottima carriera accademica.
Ma non sempre ciò in cui siamo bravi coincide con ciò che ci rende davvero felici. Virginia lo ha capito, ha avuto il coraggio di fermarsi, ascoltarsi e cambiare direzione.
Quando una strada non ci appartiene più, avere la forza di cambiare rappresenta già un primo, grande successo. Per ottimizzare i tempi e affrontare questa nuova sfida con il metodo giusto, aveva scelto uno dei nostri percorsi.
Ecco i dettagli della sua esperienza e i consigli per chi affronta la selezione medico-sanitaria.
Indice
- Come nasce la decisione di cambiare percorso universitario?
- Perché hai deciso di affidarti a Cordua?
- Quali sono state le principali difficoltà del semestre filtro?
- In che modo il nostro metodo ha fatto la differenza durante il semestre filtro?
- Quanto conta la preparazione mentale per superare la selezione?
- Quali strumenti pratici ti hanno aiutata nel raggiungimento dell’obiettivo?
- Quale consiglio daresti a chi sogna di intraprendere un percorso di studi in ambito medico-sanitario?
Come nasce la decisione di cambiare percorso universitario?
Ero al secondo anno di Giurisprudenza e andava tutto molto bene: ottimi voti, una carriera accademica solida davanti a me. Ma sentivo che non era la mia strada. Il mio sogno, fin da bambina, è sempre stato Odontoiatria. A un certo punto ho capito che essere brava in qualcosa non significa per forza essere felice. Fermarmi e cambiare direzione è stato difficile, ma oggi posso dire che rifarei questa scelta mille volte.
Perché hai deciso di affidarti a Cordua?
Venivo da anni di studi umanistici e sapevo che il metodo che avevo usato a Giurisprudenza non sarebbe bastato per affrontare materie come Fisica o Chimica.
Studiare da sola non mi dava sicurezza. Ho iniziato la preparazione a ottobre inoltrato, quindi serviva un metodo chiaro, intenso e strutturato. Cordua mi ha dato le basi, ma soprattutto la grinta e la fiducia per affrontare una sfida così impegnativa.
Quali sono state le principali difficoltà del semestre filtro?
Eravamo in tantissimi e le lezioni universitarie online mi sono sembrate spesso fredde.
Personalmente trovavo difficile restare motivata in quelle condizioni, non a caso molti studenti hanno smesso di seguire. In un contesto simile serve davvero tanta disciplina personale per non mollare.
In che modo il nostro metodo ha fatto la differenza durante il semestre filtro?
La parola che userei per descrivere Cordua è “vicinanza”. Nonostante il corso fosse online, avevi la possibilità di interagire direttamente con i docenti e i compagni, sentendoti parte di una vera classe.
Si creano legami, gruppi studio, amicizie. Non ho mai sentito la competizione come qualcosa di negativo, anzi: ci aiutavamo a vicenda. Sentirmi sostenuta dai professori e dal gruppo mi ha permesso di arrivare all’esame con un morale e una consapevolezza completamente diversi.
Quanto conta la preparazione mentale per superare la selezione?
Conta tantissimo, almeno quanto lo studio. Sapere di essere preparata mi ha aiutata a gestire l’agitazione. In passato l’ansia mi bloccava, mentre questa volta ho affrontato gli esami del semestre filtro con una calma nuova.
I docenti di Cordua lavorano molto sull’autostima: ti ricordano continuamente quanto hai studiato e quanto vali. Questo cambia completamente il modo con cui affronti le sfide.
Quali strumenti pratici ti hanno aiutata nel raggiungimento dell’obiettivo?
Senza dubbio Corduatest! Avere a disposizione oltre 70.000 quesiti e poter creare simulazioni personalizzate è stato fondamentale. Il metodo “sbaglio, imparo” è quello che mi ha permesso di consolidare le conoscenze in poco tempo. Ogni errore diventava un passo avanti.
Quale consiglio daresti a chi sogna di intraprendere un percorso di studi in ambito medico-sanitario?
Il consiglio più importante è non farsi bloccare dalla paura. Entrare in aula pensando “non ce la farò” è il modo migliore per fallire. Bisogna avere consapevolezza di quello che si è fatto e circondarsi delle persone giuste. I compagni non sono nemici: il gruppo studio è una risorsa enorme. Aiutarsi a vicenda moltiplica le possibilità di successo per tutti.





