Semestre filtro – Francesco Cordua sul punteggio medio a.a. 25/26 e cosa aspettarsi per l’a.a. 26/27

“Semestre filtro – Francesco Cordua sul punteggio medio a.a. 25/26 e cosa aspettarsi per l’a.a. 26/27”: ascolta la nuova puntata del Podcast di Cordua.

In questo nuovo episodio abbiamo voluto affrontare uno dei temi più discussi in assoluto: i punteggi per accedere a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria nelle università statali.

Si tratta di un argomento centrale non solo per gli studenti, ma anche per famiglie e genitori, perché rappresenta una vera bussola per orientarsi nelle scelte future.

Ogni anno Cordua realizza un’analisi approfondita in merito e in questa puntata, insieme a Francesco Cordua, abbiamo messo a confronto sia il vecchio modello basato sul test di Medicina, sia il nuovo sistema introdotto con il semestre filtro. Specifichiamo che per “punteggio minimo” intendiamo il punteggio base che uno studente doveva aver conseguito per entrare in graduatoria con il sistema del test, mentre per descrivere gli ammessi al semestre filtro parleremo di “punteggio medio”.

Quale peso ha questa analisi a livello nazionale e cosa rappresenta per te questa responsabilità?

Sicuramente fa piacere, perché c’è fiducia. Il fatto che tanti studenti, anche non iscritti a Cordua, guardino con interesse questi dati li rende ancora più affidabili.

Credo che la cosa più importante sia questa: analizzare bene i dati e darne il giusto significato permette a studenti e famiglie di prendere decisioni più consapevoli.

Soprattutto in un contesto come quello dell’anno scorso, che è stato un anno zero. Quando si introduce un nuovo sistema, è inevitabile che servano aggiustamenti.

Se dovessi riassumere, direi tre parole chiave: fiducia, responsabilità e affidabilità.

Qual è la differenza tra punteggio minimo e punteggio medio?

Per rispondere a questa domanda devo essere un po’ tecnico, ma è necessario per comprendere davvero il cambiamento. Noi lavoriamo con numeri, algoritmi e statistiche, quindi questa distinzione è fondamentale.

La scienza ci mette a disposizione due modalità di predittività.

La prima è quella più conosciuta e si basa su un presupposto semplice: il passato si replica nel presente. È ciò che accadeva con il vecchio test di Medicina. La preparazione media degli studenti tendeva a essere simile di anno in anno e, di conseguenza, anche i punteggi.

In questo contesto si stimava il punteggio minimo di accesso, con eventuali variazioni legate alla difficoltà della prova o ad alcune variabili specifiche, come la tipologia dei quesiti o l’autore del test, basti pensare agli anni in cui la prova era affidata a Cambridge.

Con l’introduzione del semestre filtro, però, questo presupposto è venuto meno.

Dal punteggio minimo al punteggio medio: cosa è cambiato davvero

Nel 2025 il sistema è cambiato radicalmente: non esiste più un punteggio minimo nel senso tradizionale, ma un meccanismo con doppio sbarramento.
Prima condizione: superare tutti e tre gli esami (Biologia, Chimica e Fisica).
Seconda condizione: raggiungere un certo livello di punteggio per poter accedere.

Quando il passato non è più comparabile al presente, il primo metodo non funziona più. Serve un approccio diverso, più complesso: bisogna osservare il futuro mentre si costruisce, intercettando i segnali che emergono progressivamente.

È quello che abbiamo fatto.

Con il semestre filtro abbiamo individuato un elemento critico: non c’erano abbastanza studenti con un livello di preparazione sufficiente.

A quel punto abbiamo introdotto un nuovo riferimento: il punteggio medio, che dai nostri dati si attestava intorno a 67,50, cioè una media di circa 22,5 in ciascun esame.

La differenza è sostanziale:

  • prima si cercava una soglia minima per entrare
  • oggi si analizza un livello medio reale di performance

I dati ufficiali di dicembre lo hanno confermato: quel punteggio medio è stato raggiunto solo da circa 7.000 studenti su oltre 16.000 posti disponibili.

Questo dimostra che il vecchio modello basato sul punteggio minimo non è più applicabile e che il semestre filtro richiede una lettura completamente nuova.

Cosa è successo quando sono usciti i risultati ufficiali?

Quando sono usciti i dati ufficiali, è emerso un problema molto serio.

Facendo la media dei punteggi dei vincitori, risultava un valore intorno a 41 punti. Ma c’è un dettaglio fondamentale: il minimo teorico per essere idonei era 54 (18+18+18).

Questo significa che il sistema, così com’era, non aveva una soluzione.

È come fare la radice quadrata di un numero negativo: vuol dire che non esiste un risultato valido.

In altre parole, non c’erano abbastanza studenti idonei per coprire tutti i posti disponibili.

Da qui la necessità del Ministero di intervenire con un decreto correttivo.

Com’è cambiato il sistema rispetto al vecchio test?

Con il vecchio test, uno studente poteva compensare le proprie lacune. Se eri debole in una materia, potevi recuperare con le altre.

Con il semestre filtro questo non è più possibile. Devi essere sufficiente in tutte e tre le materie. Questo cambia completamente la strategia di preparazione, perché non esistono più ‘materie salvagente’.

Cosa potrebbe cambiare nel semestre filtro 2026/27?

Ci sono tre aspetti principali su cui il Ministero dovrà intervenire.

  1. Il primo riguarda la durata del semestre filtro: potrebbe essere allungato rispetto ai due mesi iniziali.
  2. Il secondo riguarda il timing degli esami e della graduatoria: se il semestre si allunga, inevitabilmente slitteranno anche risultati e immatricolazioni.
  3. Il terzo riguarda la struttura del sistema, che l’anno scorso è risultata molto complessa, anche per via delle graduatorie frammentate.

Resta però un problema di fondo: non si può recuperare in due mesi quello che non si è costruito in cinque anni di liceo.

E questo si lega anche a un’altra criticità: la forte disomogeneità nella preparazione tra scuole diverse.

Quali consigli daresti a chi vuole affrontare il semestre filtro?

Bisogna fare una scelta.

O affidare il proprio futuro a fattori esterni, come le regole, i vari Decreti etc… oppure assumersi la responsabilità del proprio percorso.

Se scegli la seconda strada, cambia tutto.

Il semestre filtro non è qualcosa che arriverà: è già iniziato oggi. È la somma delle azioni che fai ogni giorno. Non aspettare il decreto ministeriale. Inizia subito a studiare Biologia, Chimica e Fisica.

Informati, documentati, partecipa agli open day.

La differenza la fai tu.

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