Test di Medicina 2026: la testimonianza del nostro allievo Piero Biondi

“Test di Medicina 2026: la testimonianza del nostro allievo Piero Biondi”, ascolta la nuova puntata del nostro Podcast.

Oggi raccontiamo una storia di autentica resilienza, quella del nostro allievo Piero, che ha recentemente realizzato il suo obiettivo, entrare nella facoltà di Medicina, ottenendo ben tre ammissioni:

  • all’Humanitas University di Milano, dove si è pre-immatricolato
  • all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano per la facoltà in lingua inglese, dove ha conquistato un eccezionale secondo posto nella graduatoria nazionale
  • all’Università Cattolica del Sacro Cuore per la facoltà in lingua inglese.

Il percorso di accesso alla professione medica è complesso e selettivo.

Tuttavia, è proprio attraverso le difficoltà che si sviluppano le competenze, la consapevolezza e la determinazione necessarie per eccellere.
Attraverso le sue parole, scopriamo come la tenacia, unita a una preparazione strutturata e strategica, possa trasformare gli ostacoli in risultati straordinari.

Quali emozioni hai provato nel raggiungere tutti questi traguardi?

In questi giorni ho provato un grande senso di liberazione, soprattutto perché vengo da un periodo complesso. Essendo del 2006, ho affrontato un anno di forte transizione. Al test della Cattolica dello scorso anno ho ottenuto 39,25, mancando l’ammissione per pochi decimi. Successivamente, partecipando al semestre filtro all’Università La Sapienza di Roma, mi sono ritrovato in una nuova città e ho avuto difficoltà nell’affrontare questo periodo di selezione.

Tuttavia, grazie al percorso intrapreso con Cordua quest’anno, mi si è aperto un mondo: sono riuscito a colmare le lacune e a superare i dubbi che mi impedivano di avanzare con serenità.

Come sei riuscito a non arrenderti, lavorando su motivazione e metodo?

Mi sono iscritto a Cordua per cercare di realizzare il mio sogno, ossia accedere all’Università di Medicina. Ammetto che avevo valutato l’idea di cambiare completamente facoltà, per paura di perdere un anno e di immatricolarmi al secondo semestre in un altro corso.

In quel momento decisivo, il supporto di mia madre è stato fondamentale per aiutarmi a non rinunciare a un obiettivo che inseguivo fin dal secondo anno di liceo.

Quando è nato questo tuo desiderio accademico/professionale?

Fin da piccolo sono sempre stato appassionato: trascorrevo il tempo guardando documentari e seguendo ricerche scientifiche che mi affascinavano profondamente.

Inizialmente ero orientato verso la Medicina Veterinaria, ma crescendo ho compreso che la mia vocazione era la Medicina Umana. Per ora mi concentro sulla medicina generale; la scelta della specializzazione arriverà naturalmente al termine del percorso universitario.

Affrontare la selezione in Medicina è come scalare l’Everest, come hai gestito le difficoltà?

L’aspetto più importante è non lasciarsi abbattere dai risultati negativi. Se a gennaio mi fossi arreso, scegliendo una facoltà in cui non mi riconoscevo, me ne sarei pentito.

Se si ha una passione autentica e si è consapevoli che Medicina è il proprio obiettivo, un anno non rappresenta una perdita. Per raggiungere un traguardo così importante si possono investire anche due o tre anni senza che questo significhi fallire.

La mia famiglia mi ha raccontato le storie di diversi professionisti, tra cui un mio parente medico al Gemelli, che hanno affrontato difficoltà simili e oggi sono realizzati. Queste testimonianze insegnano che l’unico vero errore è arrendersi.

Come sei riuscito a trasformare una delusione in un incentivo per lavorare su te stesso e su questo obiettivo?

Il mio principale ostacolo era il metodo di studio. Al primo tentativo stavo preparando anche l’esame di maturità, e non riuscivo a dedicare alla preparazione il tempo necessario.

Inoltre, utilizzavo un approccio scolastico tradizionale, basato sul semplice “leggi e ripeti”. Con Cordua ho rivoluzionato completamente il mio metodo di studio e il modo con cui affronto le sfide.

Le sconfitte passate sono esperienze da superare per crescere e migliorarsi.

Come hai affrontato il cambiamento?

Ho deciso di alzare il livello tentando i test in lingua inglese. Pur avendo una certificazione C1, studiare e sostenere esami in un’altra lingua rappresenta una sfida ulteriore.

L’anno scorso avevo commesso l’errore di tentare un solo test, quello in italiano all’Università Cattolica. Quest’anno, invece, ho adottato una strategia più ampia, candidandomi al San Raffaele, all’Humanitas e alla Cattolica.
Aumentare le opportunità significa aumentare le probabilità di successo.

Come ti hanno supportato i docenti?

I docenti sono stati estremamente disponibili in ogni momento. Potevamo fare la stessa domanda più volte senza mai sentirci ignorati.

Nessuno si è mai tirato indietro davanti ai dubbi. Più che insegnanti, sono stati guide con cui confrontarsi apertamente e con fiducia.

Quale valore attribuisci a Cordua?

Cordua per me è stato un vero mentore, perché mi ha supportato nei momenti difficili, aiutandomi a trasformare il mio metodo di studio e a sviluppare una nuova mentalità.

Mi ha fornito gli strumenti per affrontare i test più selettivi d’Italia con consapevolezza e preparazione.

Desideri prepararti con noi?
Richiedi informazioni ora