Test di Professioni Sanitarie: come funziona l’accesso negli atenei statali e privati

Test di Professioni Sanitarie

“Test di Professioni Sanitarie: come funziona l’accesso negli atenei statali e privati”, ascolta la nuova puntata del podcast di Cordua.

Il test di ammissione ai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie presenta regole, graduatorie e finestre temporali diverse da quelle previste per Medicina. Conoscerne il funzionamento è fondamentale per scegliere gli atenei in modo consapevole e costruire una strategia di preparazione efficace.

Nella nuova puntata del podcast, Francesco Cordua approfondisce le principali caratteristiche delle selezioni per accedere a corsi come Fisioterapia, Logopedia e Infermieristica, analizzando le opportunità offerte dalle università statali e private.

Che cosa si intende per Professioni Sanitarie e come funziona la graduatoria negli atenei statali?

Francesco Cordua: Professioni Sanitarie non identifica un unico corso di laurea, ma un insieme di corsi, generalmente triennali, tra cui Fisioterapia, Logopedia, Infermieristica e Infermieristica pediatrica. Ogni percorso presenta un diverso livello di selettività.

A differenza di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, le Professioni Sanitarie non rientrano nella riforma del semestre filtro. Per accedere ai corsi delle università statali è quindi necessario superare un test che si svolge generalmente nel mese di settembre.

Un altro elemento fondamentale riguarda la graduatoria: non esiste una graduatoria nazionale unica. Ogni università elabora la propria graduatoria locale e il punteggio ottenuto è valido esclusivamente per l’ateneo nel quale è stata sostenuta la prova.

Questo significa che uno stesso risultato potrebbe non essere sufficiente per entrare in un’università particolarmente selettiva, ma consentire l’ammissione in un altro ateneo.

Le università statali propongono tutte lo stesso test di Professioni Sanitarie?

Francesco Cordua: No. Pur mantenendo una struttura generale comune per numero di domande, materie e tempo a disposizione, le prove non sono necessariamente identiche in tutta Italia.

In genere vengono predisposte più tipologie di test, che possono essere adottate da uno o più atenei. Alcune università condividono la stessa prova, ma mantengono graduatorie separate.

Per esempio, uno studente può sostenere un test identico a quello proposto in un’altra città, ma concorrere esclusivamente per i posti disponibili nell’ateneo scelto. Comprendere quali università utilizzano la stessa prova e conoscere i punteggi registrati negli anni precedenti può quindi assumere un’importanza strategica.

Quali sono le differenze tra il test delle università statali e quello degli atenei privati?

Francesco Cordua: Le università private rappresentano un’opportunità aggiuntiva perché organizzano selezioni in diversi periodi dell’anno.

Per corsi come Fisioterapia e Logopedia possiamo individuare due principali finestre temporali. La prima è quella primaverile, durante la quale alcuni atenei, come l’Università Vita-Salute San Raffaele, UniCamillus e Link Campus University, possono organizzare le proprie selezioni.

La seconda finestra si concentra tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. In questo periodo si ampliano le opportunità offerte dagli atenei privati, tra cui Università Cattolica del Sacro Cuore, Campus Bio-Medico di Roma, Humanitas University, LUM e Università Kore di Enna.

Le date, i corsi disponibili, il numero di posti e la struttura delle prove possono cambiare da un’università all’altra. Per questo è indispensabile consultare i bandi ufficiali e pianificare con anticipo le diverse possibilità.

La preparazione è la stessa per le università statali e private?

Francesco Cordua: Le principali materie oggetto delle selezioni sono Biologia, Chimica, Fisica, Matematica e Ragionamento logico. Una preparazione completa su queste discipline permette quindi di affrontare sia i test degli atenei statali sia quelli delle università private.

Ciò che può cambiare è la distribuzione dei quesiti, il livello di difficoltà, il tempo a disposizione e il sistema di valutazione adottato dal singolo ateneo.

Lo studente non deve commettere l’errore di prepararsi in modo superficiale perché il corso scelto ha una durata triennale. Il livello di selettività di alcune Professioni Sanitarie è molto elevato e richiede una preparazione approfondita, costante e accompagnata da esercitazioni e simulazioni.

Fisioterapia è davvero più selettiva di Medicina?

Francesco Cordua: È necessario distinguere la difficoltà della prova dalla selettività, cioè dal rapporto tra il numero dei candidati e i posti disponibili.

Fisioterapia può risultare, numeri alla mano, più selettiva di Medicina. In media, per Fisioterapia si può registrare un rapporto di circa un posto ogni sette candidati, con livelli ancora più elevati negli atenei maggiormente richiesti.

Infermieristica presenta invece una situazione diversa, perché in alcuni casi il numero dei candidati è più vicino a quello dei posti disponibili. Le selezioni più competitive nell’ambito delle Professioni Sanitarie riguardano soprattutto Fisioterapia e Logopedia.

Non bisogna quindi considerare questi corsi come un’alternativa più semplice. La prova può essere meno complessa sotto alcuni aspetti, ma la concorrenza rende necessario raggiungere punteggi molto alti.

In che modo la doppia iscrizione può diventare una scelta strategica?

Francesco Cordua: Poiché le graduatorie delle università statali sono locali, può essere utile valutare l’iscrizione a più atenei, soprattutto quando questi adottano la stessa tipologia di prova.

Nelle settimane precedenti al test, lo studente può confrontare i risultati ottenuti nelle simulazioni con i punteggi minimi registrati negli anni precedenti. Se il risultato appare insufficiente per un ateneo particolarmente selettivo, avere una seconda iscrizione consente di valutare un’università nella quale le probabilità di ammissione potrebbero essere maggiori.

Naturalmente, questa scelta deve tenere conto delle scadenze indicate nei bandi, dell’eventuale contemporaneità delle prove e della reale disponibilità dello studente a trasferirsi.

A differenza di quanto avviene con la graduatoria nazionale, se i posti disponibili in un ateneo sono 60 e il candidato non rientra nelle prime 60 posizioni, non può utilizzare quel punteggio per concorrere automaticamente in un’altra università. Per questo la scelta della sede deve essere parte integrante della strategia.

Come si preparano gli studenti Cordua al test di Professioni Sanitarie?

Francesco Cordua: Gli studenti che desiderano accedere alle Professioni Sanitarie vengono inseriti nelle stesse aule dei coetanei che si preparano per Medicina. È una scelta metodologica precisa: confrontarsi con una preparazione di livello elevato permette di sviluppare conoscenze più solide e di affrontare con maggiore sicurezza anche le selezioni più competitive.

Studiare insieme a chi prepara il test di Medicina aiuta gli studenti interessati a Fisioterapia, Logopedia o agli altri corsi sanitari ad alzare i propri standard, evitando di sottovalutare la prova.

La preparazione comprende lo studio approfondito delle materie scientifiche, l’allenamento sui quesiti, le simulazioni e il monitoraggio costante dei risultati. L’obiettivo non è soltanto raggiungere il punteggio minimo, ma costruire le competenze necessarie per affrontare con consapevolezza prove differenti.

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Comprendere il funzionamento delle graduatorie, conoscere le finestre di selezione delle università private e scegliere correttamente gli atenei sono passaggi fondamentali per non perdere opportunità durante l’anno.

Durante gli Open Day Cordua, studenti e famiglie possono conoscere i percorsi di preparazione e approfondire le differenze tra università statali e private e ricevere indicazioni utili per pianificare le selezioni.

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