Affrontare il test di Medicina significa molto più che studiare. Significa imparare a gestire la pressione, cambiare metodo di studio, rafforzare la propria determinazione e credere nelle proprie capacità anche nei momenti più difficili.
In questa intervista, Francesco Falciglia racconta il percorso che lo ha portato a ottenere 3 ingressi in Medicina, precisamente:
- all’Università Campus Bio-Medico per la facoltà in lingua italiana, dove si è immatricolato
- all’Università Campus Bio-Medico per la facoltà in inglese, percorso MedTech. Qui si è collocato 4° in graduatoria nazionale
- all’Università Cattolica per la facoltà in italiano.
Indice
- Che emozione si prova a raggiungere un traguardo come questo?
- Cosa si prova ad affrontare un test con migliaia di candidati?
- Hai visto un cambiamento in te durante questi mesi?
- Com’era il tuo metodo di studio prima del percorso?
- Come hai vissuto il quinto anno tra maturità, patente e test di Medicina?
- Quanto è stato importante il rapporto con gli altri studenti?
- Essere seguito dai docenti ha fatto la differenza?
- Che valore attribuisci oggi a questo percorso?
- Vuoi prepararti al Test di Medicina? Partecipa ai nostri Open Day gratuiti
Che emozione si prova a raggiungere un traguardo come questo?
È stata un’emozione completamente inaspettata. Non immaginavo assolutamente di ottenere un risultato del genere e, quando ho visto la graduatoria, la gioia è stata enorme.
Credo che abbiano fatto la differenza sia la preparazione acquisita durante il percorso sia la tenuta mentale sviluppata nel tempo. Ritrovarsi ad affrontare un test circondato da oltre duemila candidati richiede lucidità e concentrazione. Quando ho scoperto di essere entrato in Medicina in uno degli atenei più prestigiosi d’Italia è stato qualcosa di incredibile. Sono davvero felicissimo del risultato raggiunto.
Cosa si prova ad affrontare un test con migliaia di candidati?
Non è una situazione semplice. Quando ti trovi in un’aula con migliaia di persone che stanno concorrendo per lo stesso obiettivo, la componente emotiva pesa tantissimo.
Durante il percorso ho imparato, però, a gestire questa pressione. Grazie al corso e al lavoro svolto sulla preparazione mentale sono arrivato al test con tranquillità. Avevo fiducia nelle competenze costruite nei mesi precedenti e questo mi ha permesso di affrontare la prova con serenità, influenzando positivamente anche il rendimento.
Hai visto un cambiamento in te durante questi mesi?
Sì, la crescita è stata evidente.
All’inizio è stato complicato perché ho dovuto cambiare completamente il mio metodo di studio e il modo di organizzare le giornate. Non è un cambiamento che avviene da un giorno all’altro, ma una volta acquisito mi ha semplificato davvero la vita, sia nello studio scolastico sia nella preparazione ai test.
Oggi mi sento molto più organizzato, concentrato e consapevole di come affrontare lo studio.
Com’era il tuo metodo di studio prima del percorso?
Prima studiavo soprattutto ripetendo continuamente gli argomenti, finché non pensavo di averli memorizzati.
Con l’utilizzo delle mappe mentali il mio metodo è completamente cambiato. Ho iniziato a ragionare attraverso collegamenti logici e questo mi ha aiutato non solo nella preparazione ai test di Medicina, ma anche nelle interrogazioni e nelle verifiche scolastiche. Mi esprimo con maggiore sicurezza e riesco a seguire un filo logico molto più chiaro.
Come hai vissuto il quinto anno tra maturità, patente e test di Medicina?
È stata probabilmente la sfida più grande.
La decisione di iniziare questo percorso insieme ai miei genitori non è stata semplice, perché significava affrontare un impegno importante proprio durante il quinto anno di liceo.
Non è stato facile conciliare tutto, ma grazie agli insegnanti e alle persone conosciute durante il corso è diventata un’esperienza di crescita. Ogni giorno trovavo una motivazione in più per migliorare e dare il massimo.
Quanto è stato importante il rapporto con gli altri studenti?
È stato uno degli aspetti più belli del percorso.
Studiare insieme a persone che condividono lo stesso obiettivo crea un clima completamente diverso. Non ho mai percepito competizione tra compagni, ma solo voglia di aiutarsi e sostenersi a vicenda.
Ho conosciuto persone molto simili a me e questo ha reso tutto ancora più stimolante.
Essere seguito dai docenti ha fatto la differenza?
Assolutamente sì.
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è stata anche la severità di alcuni insegnanti. Non serve qualcuno che ti dica sempre che va tutto bene. Serve qualcuno che abbia il coraggio di correggerti quando sbagli e di pretendere il massimo da te.
Ho vissuto momenti difficili durante il percorso e proprio quei richiami, anche molto decisi, mi hanno aiutato a rimanere concentrato. Ho capito che, se vuoi raggiungere un obiettivo importante come Medicina, devi lavorare con serietà e imparare a eliminare tutto ciò che ti distrae
Che valore attribuisci oggi a questo percorso?
Per me è stata una grande spinta.
Non è un percorso che ti trasforma improvvisamente in un fenomeno, ma ti aiuta a conoscere meglio te stesso, a capire chi vuoi diventare e a rimanere sempre focalizzato sul tuo obiettivo.
Mi ha dato strumenti concreti per studiare meglio, ma soprattutto mi ha fatto crescere come persona. Oggi mi sento molto più consapevole di quello che voglio costruire per il mio futuro.
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