La pubblicazione della graduatoria nominale dell’IMAT 2026, avvenuta il 26 ottobre, ha permesso di analizzare i risultati effettivi del test di ammissione ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria in lingua inglese delle università statali italiane.

Dopo una prima puntata del podcast, pubblicata l’8 ottobre e dedicata alle previsioni sul punteggio minimo teorico, torniamo ad approfondire il tema attraverso i dati della graduatoria nazionale.

Quanti candidati hanno partecipato all’IMAT 2026? Qual è stato il punteggio minimo per accedere a Medicina in lingua inglese? Quanto è diventato selettivo il test rispetto al semestre filtro?

A rispondere è Francesco Cordua, che analizza i risultati dell’IMAT 2026 e le implicazioni per gli studenti che intendono affrontare il test nel 2027.

Test IMAT 2026: il numero di candidati è aumentato del 36% rispetto al 2025. Che cosa è cambiato?

Francesco Cordua: “Già nella precedente puntata del nostro podcast, prima della pubblicazione della graduatoria nominale del 26 ottobre, avevamo osservato un incremento significativo del numero di candidati.

Analizzando i dati disponibili e confrontandoli con quelli dell’anno precedente, avevamo formulato una previsione sul punteggio minimo teorico dell’IMAT 2026, individuandolo in 65,80 punti su un massimo di 90.

La pubblicazione della graduatoria ha confermato quanto la nostra previsione fosse vicina alla realtà: il punteggio minimo registrato a Cagliari, sede italiana caratterizzata dalla soglia di accesso più bassa, è stato infatti di 65,10 punti.

Questo risultato deve essere letto alla luce del rapporto tra il numero di candidati e i posti disponibili.

Prima della pubblicazione della graduatoria nominale, il dato complessivo comprendeva sia gli studenti europei sia quelli non europei, superando le 18.000 presenze.

Con la pubblicazione dei dati ufficiali abbiamo potuto distinguere le due categorie: per la graduatoria degli studenti italiani ed europei, i candidati erano 9.221, a fronte di poco più di 1.200 posti disponibili per Medicina.

Parliamo quindi di un rapporto vicino a un posto ogni 9-10 candidati.

È un dato estremamente significativo, che ci porta a considerare l’IMAT come una delle modalità di accesso più selettive nell’ambito della formazione medica universitaria statale italiana.

Naturalmente, il dato nazionale deve essere approfondito considerando le differenze tra i singoli atenei.

Alla Statale di Milano, per esempio, quattro candidati europei hanno ottenuto il punteggio massimo di 90 su 90, mentre il punteggio minimo di accesso è stato di 74,9 punti.

Significa che, per accedere a Medicina in lingua inglese a Milano, è stato necessario raggiungere oltre l’83% del punteggio massimo disponibile.

Osservare studenti che, pur avendo ottenuto 71 o 72 punti, non sono riusciti ad accedere alla propria prima scelta restituisce con chiarezza il livello di competitività raggiunto dall’IMAT.”

Perché l’IMAT è diventato così selettivo rispetto ai test di Medicina in lingua italiana?

Francesco Cordua: “Ci sono diversi fattori da considerare.

Il primo elemento è che l’andamento dell’IMAT risulta in controtendenza rispetto a quello che osserviamo nell’accesso a Medicina in lingua italiana.

In Italia stiamo attraversando una fase di progressivo calo demografico. Il numero di diciottenni è inferiore rispetto a quello di dieci anni fa e questo fenomeno si riflette anche sul numero di candidati interessati ai percorsi universitari.

Per dare un riferimento, circa dieci anni fa i candidati interessati a Medicina erano poco più di 60.000, mentre lo scorso anno erano circa 53.000.

Per l’IMAT osserviamo invece una tendenza opposta.

In dieci anni siamo passati da circa 6.000 a oltre 9.000 candidati, con un incremento vicino al 50%.

Questo aumento si è verificato nonostante la crescita dei posti disponibili.

Attualmente sono 16 gli atenei italiani che erogano corsi di Medicina in lingua inglese, ai quali si aggiungono due atenei per Odontoiatria e due per Veterinaria.

I 1.207 posti disponibili per Medicina, confrontati con oltre 9.000 candidati, determinano un livello di selettività particolarmente elevato.

E non si tratta di un fenomeno limitato a Milano.

A Bologna il punteggio minimo è stato di circa 71 punti su 90, mentre in città come Catania, Napoli e Messina, dove i corsi di Medicina in lingua inglese sono stati introdotti più recentemente, abbiamo osservato punteggi minimi compresi indicativamente tra 67 e 69 punti.

Sono risultati che testimoniano quanto sia cresciuto il livello di preparazione richiesto.

Per questo motivo, chi considera Medicina in lingua inglese la propria prima scelta deve prendere consapevolezza di un cambiamento sostanziale: oggi prepararsi all’IMAT richiede un percorso specifico, costruito intorno alle caratteristiche e alla competitività di questa prova.”

Qual è stato il punteggio minimo dell’IMAT 2026 per Odontoiatria in lingua inglese?

Francesco Cordua: “Anche per Odontoiatria il dato è particolarmente interessante.

Attualmente il punteggio minimo risulta leggermente superiore rispetto a quello registrato per Medicina nella sede con la soglia più bassa.

Se per Medicina a Cagliari abbiamo osservato un punteggio minimo di 65,10, per Odontoiatria il valore è stato di 66,20 punti su 90.

Ricordiamo che il corso di Odontoiatria in lingua inglese è presente in due atenei statali, a Siena e a Roma.

La soglia potrebbe ridursi con i successivi scorrimenti della graduatoria, ma il dato rimane comunque significativo.

Parliamo di un punteggio superiore ai due terzi del massimo ottenibile.

È un elemento che non può essere ignorato da chi desidera prepararsi a questa selezione.

Soprattutto, questi risultati ci portano a una considerazione che fino a pochi anni fa non era necessario formulare con altrettanta chiarezza: la preparazione all’IMAT non può più essere considerata una semplice estensione della preparazione ai test di Medicina in lingua italiana.”

IMAT e semestre filtro: quali sono le differenze e perché è importante scegliere una preparazione specifica?

Francesco Cordua: “Fino a due anni fa la preparazione ai test di Medicina in lingua italiana e inglese poteva essere coordinata con maggiore facilità.

Le prove si svolgevano a pochi giorni di distanza e presentavano caratteristiche che consentivano agli studenti di affrontarle attraverso percorsi di studio sostanzialmente allineati.

Oggi lo scenario è cambiato.

L’IMAT si svolge a settembre, mentre gli esami del semestre filtro sono previsti a partire da dicembre.

Sono cambiate le tempistiche, ma anche le modalità di selezione.

L’IMAT rimane una prova unica, nella quale lo studente deve concentrare la propria preparazione e raggiungere il miglior risultato possibile in una sola occasione.

Il semestre filtro prevede invece due appelli e presenta un livello di selettività differente.

Se per l’IMAT il rapporto è vicino a un posto ogni dieci candidati, per il semestre filtro siamo attualmente intorno a un posto ogni quattro.

Questo significa che l’accesso a Medicina in lingua inglese presenta un rapporto di selettività circa due volte e mezzo superiore.

Naturalmente, ciò non significa che il semestre filtro sia un percorso semplice. Significa però che stiamo confrontando due sistemi di accesso differenti, che richiedono strategie di preparazione altrettanto diverse.

Per uno studente che considera l’IMAT la propria prima scelta potrebbe quindi diventare necessario, nei mesi che precedono la prova, attribuire una priorità specifica alla preparazione per Medicina in lingua inglese.

È una consapevolezza che stiamo già cercando di trasmettere ai nostri studenti e alle loro famiglie.

Non possiamo più ragionare secondo gli schemi di due anni fa, il contesto è cambiato e la preparazione deve evolversi di conseguenza.”

Come prepararsi al Test IMAT 2027? Quali consigli dare agli studenti e alle famiglie?

Francesco Cordua: “Il primo consiglio è informarsi correttamente, facendo riferimento a fonti attendibili e cercando un orientamento che permetta di comprendere le caratteristiche dei diversi percorsi di accesso.

Oggi non è più sufficiente sapere di voler frequentare un’università statale.

Bisogna comprendere se la propria prima scelta sia Medicina in lingua italiana oppure Medicina in lingua inglese.

È una distinzione fondamentale perché, già sei-otto mesi prima della prova, può essere necessario compiere scelte strategiche e didattiche differenti.

Pensiamo nuovamente a Milano: un punteggio di circa 75 punti su 90 può sembrare un risultato eccellente, eppure rappresenta la soglia minima registrata per l’accesso.

Questo significa che la preparazione deve puntare al massimo risultato possibile.

Mi piace paragonare lo studente che affronta l’IMAT a un atleta professionista che si prepara a una competizione di precisione.

Non è sufficiente conoscere gli argomenti: bisogna raggiungere un livello di preparazione che permetta di affrontare la prova con grande accuratezza.

Per questo motivo, ritengo importante iniziare per tempo e costruire un percorso coerente con il proprio obiettivo.

In Cordua abbiamo già introdotto un’aula dedicata alla preparazione in lingua inglese, nella quale gli studenti seguono lezioni e svolgono attività didattiche direttamente in inglese.

L’obiettivo è consentire loro di familiarizzare progressivamente con la lingua, imparando a studiarla, ascoltarla e utilizzarla con naturalezza.

Quando ci si confronta con una prova così competitiva, anche ridurre le difficoltà legate alla comprensione linguistica può rappresentare un elemento importante della preparazione.”

Quanto conta la preparazione mentale per affrontare l’IMAT?

Francesco Cordua: “La preparazione mentale è fondamentale.

Quando si richiedono livelli di performance così elevati, non possiamo considerare esclusivamente la preparazione disciplinare.

Entrano in gioco fattori come il sovraccarico mentale, il rischio di overtraining, la perdita di lucidità e la capacità di mantenere un’adeguata prontezza durante la prova.

Anche l’attività fisica e l’alimentazione assumono un ruolo importante.

Il paragone con il mondo sportivo non è casuale: stiamo parlando di una competizione nella quale la precisione, la concentrazione e la gestione delle proprie energie possono incidere sul risultato.

Uno studente che affronta l’IMAT deve iniziare a considerarsi, sotto alcuni aspetti, come un atleta.

Un atleta che non allena soltanto le proprie conoscenze, ma soprattutto la capacità di utilizzarle con lucidità nel momento decisivo.

È attraverso questo approccio che uno studente può costruire le condizioni per esprimere al meglio il proprio potenziale.”

IMAT 2027: scopri come prepararti con il Metodo Cordua

I risultati dell’IMAT 2026 evidenziano un livello di selettività crescente e confermano l’importanza di una preparazione specifica per l’accesso ai corsi di Medicina e Odontoiatria in lingua inglese.

Per gli studenti che intendono affrontare l’IMAT 2027, scegliere per tempo il proprio percorso di preparazione significa poter pianificare lo studio in funzione delle caratteristiche della prova e dei propri obiettivi universitari.

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