Perché scegliere Cordua? La testimonianza di Francesco, nostro allievo, e di sua mamma

“Perché scegliere Cordua? La testimonianza di Francesco, nostro allievo, e di sua mamma”: ascolta la nuova puntata del nostro Podcast.

Scegliere come prepararsi ai test di ammissione a Medicina significa intraprendere un percorso che va oltre lo studio delle singole materie. Preparazione, metodo, capacità di gestire il tempo e lo stress, costanza e supporto sono elementi che possono fare la differenza quando l’obiettivo è affrontare prove altamente selettive.

A raccontare perché scegliere Cordua sono Francesco, nostro allievo, e sua mamma, la signora Matarazzo. Francesco ha iniziato il percorso di preparazione al termine del quarto anno di scuola superiore e ha raggiunto un risultato importante: sei ammissioni in Medicina negli atenei italiani più prestigiosi, ma soprattutto l’immatricolazione all’Università Campus Bio-Medico, che da sempre rappresentava la sua prima scelta.

Attraverso le loro parole ripercorriamo il cammino che li ha portati fino a questo traguardo: dalle preoccupazioni iniziali ai sacrifici, dal rapporto con docenti fino alle emozioni vissute nel momento dell’ammissione.

Cosa hanno rappresentato per te queste sei ammissioni e l’immatricolazione all’ateneo di preferenza, e cosa rappresentano per tua mamma?

Francesco:
«Per me sono state sicuramente un traguardo molto importante, che mi ha permesso di acquisire maggiore fiducia in me stesso e, soprattutto, ha rappresentato la conferma di un percorso non scontato e certamente non facile.

Ho dovuto preparare molti argomenti di diverse materie che a scuola non avevo affrontato interamente nei programmi scolastici. Cordua mi ha permesso di acquisire strumenti utili per affrontare concretamente test che sono molto selettivi.

È stato un percorso lungo e impegnativo, ma anche estremamente formativo. Mi ha permesso di sviluppare capacità che porterò con me all’università, come la gestione dello stress e del tempo e la capacità di conciliare la vita sociale con un grande carico di studio. Oltre ad avermi aiutato concretamente a raggiungere l’ammissione a Medicina, questo percorso mi è servito molto anche a livello personale

Signora Matarazzo, mamma di Francesco:
«Queste ammissioni sono sicuramente motivo di grande orgoglio. Sono anche la conferma che, quando Francesco si pone un obiettivo e lo affronta con impegno e soprattutto con tenacia, generalmente riesce a raggiungerlo. Siamo quindi molto contenti e molto orgogliosi del percorso che ha compiuto.»

Che emozioni avete provato quando avete letto per la prima volta “ammesso” in graduatoria, soprattutto considerando la novità della sessione unica all’Università Campus Bio-Medico?

Francesco:
«Ricordo quel momento in maniera molto nitida. Ero appena tornato da scuola, intorno alle due del pomeriggio, e mi trovavo davanti al cancello di casa che dà sul giardino. Ho visto sul gruppo dei ragazzi di Cordua il messaggio con la graduatoria.

Ho iniziato a cercare il mio codice, ma le mani mi tremavano così tanto che non riuscivo nemmeno a digitare correttamente lettere e numeri. Dopo diversi tentativi ci sono riuscito. Quando l’ho trovato ho pensato: “Ma com’è possibile? Sono io, sono io”. Ho ricontrollato il codice tantissime volte per assicurarmi che corrispondesse davvero.

È stato estremamente gratificante, soprattutto perché l’Università Campus Bio-Medico rappresentava la mia prima scelta e non ho dovuto vivere l’attesa degli scorrimenti.

Essere entrato subito mi ha inoltre permesso di affrontare con maggiore tranquillità il test della Cattolica nei giorni successivi. Anche in quel caso è andata bene: sono stato ammesso sia a Medicina sia a MedTech.»

Signora Matarazzo, mamma di Francesco:
«Quando Francesco è entrato in casa, dopo aver vissuto quell’emozione sulla soglia, me l’ha immediatamente trasmessa: tremava lui e tremavo io.

È stato un momento davvero molto bello. Abbiamo pianto di gioia, in un pianto liberatorio in cui si sono intrecciate tante emozioni: stupore, meraviglia e soddisfazione. È stata una bellissima esplosione di emozioni e, per me e per mio marito, un momento di grandissima soddisfazione.»

Francesco ha iniziato questo percorso alla fine del quarto anno di scuola superiore. Come mai avete deciso di affidarvi a un corso di preparazione?

Signora Matarazzo, mamma di Francesco:
«Abbiamo scelto di intraprendere un percorso di preparazione specifico perché avevamo compreso che la sola formazione scolastica non sarebbe stata sufficiente per affrontare autonomamente questa sfida.

Francesco ha deciso di voler studiare Medicina alla fine del quarto anno e, inizialmente, abbiamo quasi temuto di essere in ritardo. In realtà, le mie preoccupazioni si sono rivelate infondate.

Nonostante avesse iniziato a giugno, è stato formidabile il modo in cui si è lavorato all’interno della sua aula. I ritmi iniziali erano intensi e l’estate è stata sfruttata per svolgere un lavoro molto ricco, con collegamenti praticamente quotidiani. Da giugno a febbraio il tempo a disposizione si è rivelato più che sufficiente, nonostante inizialmente, da inesperta, mi sembrasse poco.»

Francesco:
«Sono un ragazzo a cui piace uscire, vivere la propria socialità e stare a contatto con le persone. Per questo, all’inizio, è stato impegnativo accettare che non sarei potuto uscire o partecipare agli eventi con la stessa frequenza di prima, soprattutto durante l’estate.

Chi vuole iniziare questo percorso deve sapere che richiede sacrificio. Non è semplice, ma diventa affrontabile se si seguono i consigli dei professionisti di Cordua e si procede con metodo e linearità.

Il sacrificio è una tappa fondamentale: inizialmente può pesare, ma poi viene accettato con consapevolezza e ripaga pienamente quando si raggiunge il proprio obiettivo. Tante volte ho pensato: “Che peccato non poter uscire questa sera perché devo studiare o perché domani devo svegliarmi presto per seguire tre o quattro ore di lezione”. Ma anche questo fa parte del percorso.

È un’esperienza che mi ha abituato al sacrificio, un valore che considero fondamentale anche in vista dell’università.»

Prima di iniziare questo percorso di preparazione, quali erano le vostre preoccupazioni più grandi?

Signora Matarazzo, mamma di Francesco:
«La preoccupazione principale era riuscire a conciliare lo studio scolastico, le lezioni quotidiane di Cordua e la vita sociale molto vivace di Francesco. Nel mezzo c’erano l’estate, le vacanze e anche un viaggio studio negli Stati Uniti che Francesco aveva programmato prima di decidere di intraprendere questo percorso.

Con un grande senso del dovere e del sacrificio è riuscito a gestire tutto, anche grazie al supporto continuo e prezioso del docente responsabile della sua aula, che ha aiutato anche me a vivere con maggiore tranquillità i momenti di preoccupazione.

Il docente è stato eccezionale non soltanto per la sua materia, ma anche dal punto di vista umano. È stato un supporto importante e per questo lo ringrazio molto.»

Francesco:
«Anch’io ci tengo a ringraziare tutti i professori, perché sono sempre stati molto disponibili, soprattutto dal punto di vista umano, un aspetto che considero tutt’altro che scontato. Credo che un professore debba essere capace di instaurare un rapporto umano con lo studente e di aiutarlo a costruire una certa solidità mentale, oltre naturalmente a possedere una grande competenza didattica.

Aver trovato queste qualità in Cordua mi ha lasciato davvero tanto. Per questo sono riconoscente a tutte le persone che mi hanno seguito durante il percorso.»

Hai affrontato delle difficoltà lungo il percorso e come ti hanno aiutato i docenti e la tua famiglia a superarle?

Francesco:
«Le difficoltà ci sono state, ma grazie al supporto dei professori sono state affrontate e gestite in maniera efficace.

Per qualsiasi dubbio, sia didattico sia pratico, dalla piattaforma alle slide e agli appunti, i professori sono sempre stati estremamente disponibili e tempestivi. Potevo contattarli anche tramite WhatsApp o telefonicamente e ricevere rapidamente il supporto di cui avevo bisogno.

Allo stesso tempo, sapevo di poter contare sul sostegno pratico e mentale della mia famiglia. È stato un apporto fondamentale e non scontato per affrontare uno stile di vita che richiede sacrifici. Poter condividere le proprie paure e confidarsi all’interno di una famiglia unita è qualcosa di raro e prezioso.

Un altro aspetto che ho apprezzato molto di Cordua è la volontà di non lasciare indietro nessuno. Se uno studente è in difficoltà o fatica a stare al passo con la mole di studio, viene seguito, spronato e aiutato a proseguire.»

Signora Matarazzo, mamma di Francesco:
«Ho avuto modo di confrontarmi molto con il docente responsabile d’aula di Francesco, che si è dimostrato disponibile fin dall’inizio. Quando Francesco si trovava negli Stati Uniti, per esempio, lo ha aiutato a gestire i corsi e a trovare soluzioni che gli permettessero di non perdere il ritmo.

È stato un referente impeccabile ed estremamente attento anche nel sostenerci nei momenti di stanchezza o scoraggiamento, considerando che Francesco aveva appena terminato il quarto anno di liceo.

A casa, invece, ho cercato di essergli vicina con la mia presenza, di accudirlo e sostenerlo per non farlo sentire solo in una scelta che abbiamo condiviso pienamente.

Guardando Cordua sia direttamente sia attraverso l’esperienza di Francesco, ho avuto la percezione di una grande famiglia, nella quale c’è molto spazio per i rapporti umani, per l’attenzione alle persone e ai sentimenti, accanto a una grande professionalità e competenza didattica.»

Cosa ha rappresentato per voi Cordua, qual è il valore che vi portate a casa e quale consiglio dareste a genitori e studenti?

Signora Matarazzo, mamma di Francesco:
«Per me Cordua ha rappresentato uno strumento di eccezionale efficacia, che ha messo Francesco nelle condizioni di realizzare il suo sogno e di affrontare un percorso di eccellenza.

Ciò che mi riempie maggiormente di soddisfazione è che abbia avuto la possibilità di scegliere in quale università studiare: una libertà che oggi non è affatto scontata per chi desidera diventare medico.

Avevamo già ricevuto testimonianze positive sull’efficacia del corso da amici e parenti e, per questo, abbiamo scelto Cordua senza esitazioni.

Personalmente, mi rimane anche il ricordo di un bel periodo, durante il quale ho potuto vivere quotidianamente accanto a mio figlio e accompagnarlo in un momento così importante della sua vita.

Il consiglio che darei a genitori e ragazzi è di scegliere questo percorso quando alla base c’è una forte motivazione. Quando uno studente dà il massimo e Cordua mette a disposizione il massimo delle proprie competenze, si crea un’energia capace di portare a risultati straordinari

Francesco:
«Mi porto dentro tantissime soddisfazioni e, soprattutto, valori personali molto forti. Tra questi c’è il sacrificio, che considero fondamentale per raggiungere i miei obiettivi e che credo continuerà ad accompagnarmi.

Oltre alle competenze specifiche necessarie per affrontare i test e alle capacità che ho sviluppato, come la gestione del tempo e dello stress, ciò che più mi porto a casa è l’atteggiamento mentale che Cordua è riuscita a trasmettermi durante questo lungo percorso.»

Perché scegliere Cordua per prepararsi alle selezioni medico-sanitarie?

La testimonianza di Francesco e di sua mamma racconta un percorso nel quale la preparazione ai test di ammissione si intreccia con la crescita personale dello studente.

Il risultato raggiunto da Francesco (sei ammissioni e la possibilità di scegliere l’università in cui immatricolarsi) rappresenta il punto di arrivo di mesi di studio, costanza e sacrificio. Ma dalle loro parole emerge anche un altro elemento: il valore di poter affrontare una preparazione così impegnativa accompagnati da docenti e professionisti capaci di offrire un supporto didattico e umano lungo tutto il percorso.

Per Francesco, scegliere Cordua ha significato non soltanto acquisire gli strumenti necessari per affrontare prove altamente selettive, ma anche imparare a gestire il tempo, lo stress, le difficoltà e il sacrificio richiesto dal raggiungimento di un obiettivo importante.

Un bagaglio che non si esaurisce con il superamento del test, ma che può accompagnare lo studente anche nella nuova sfida che lo attende: il percorso universitario in Medicina.

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