Semestre filtro, Imat, test di Medicina e Test Professioni sanitarie: come affrontare le selezioni?

“Semestre filtro, Imat, test di Medicina e Test Professioni sanitarie: come affrontare le selezioni?”: ascolta la nuova puntata del Podcast di Cordua.

Settembre rappresenta un momento decisivo per migliaia di studenti che desiderano accedere a Medicina o alle altre facoltà medico-sanitarie. Mentre alcuni affrontano il semestre filtro, altri si preparano per il test IMAT o per i test di ammissione a Professioni sanitarie. Allo stesso tempo, gli studenti che sosterranno le selezioni nel 2027 devono già iniziare a pianificare il proprio percorso.

Come organizzare lo studio? Quali sono le principali difficoltà da affrontare? Quanto conta iniziare la preparazione in anticipo?

In questa puntata del podcast, Francesco Cordua e la prof.ssa Carlotta Arnaldi analizzano i principali appuntamenti del periodo e spiegano come costruire una preparazione efficace per il semestre filtro, l’IMAT, i test delle università private e quelli di Professioni sanitarie.

Quali sono gli appuntamenti più importanti del mese di settembre?

Carlotta Arnaldi: Settembre è un mese particolarmente intenso perché coinvolge quasi tutti i nostri studenti. Alcuni ragazzi stanno affrontando i test di Professioni sanitarie, altri si stanno preparando per l’IMAT e altri ancora hanno appena iniziato il semestre filtro.

Il 16 settembre si terrà il test di Professioni Sanitarie in lingua italiana, mentre il 17 in lingua inglese.

Queste selezioni presentano una caratteristica importante, perché le prove vengono gestite autonomamente dai singoli atenei. Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) stabilisce la data nazionale della prova e gli argomenti generali, ma la redazione concreta dei quiz è affidata a ciascun ateneo. Ecco perché per affrontare la selezione in modo consapevole non basta conoscere le materie scientifiche, ma è necessario studiare attentamente il bando dell’ateneo scelto e prepararsi sulla specifica struttura della prova.

Francesco Cordua: Come ha spiegato Carlotta, per noi questo è un periodo di grande fermento progettuale e didattico. Stiamo lavorando a nuove iniziative e a strumenti formativi pensati per rispondere ai cambiamenti che stanno interessando l’accesso alle facoltà medico-sanitarie.

Quali difficoltà incontrano gli studenti durante il semestre filtro?

Francesco Cordua: Per rispondere con chiarezza dobbiamo distinguere due situazioni, la prima quella degli studenti che stanno frequentando il semestre filtro e quella di chi dovrà affrontare le selezioni nel 2027.

Partiamo dagli studenti già iscritti al semestre filtro. Nelle prime settimane, un genitore potrebbe non avere ancora una percezione completa del carico di lavoro affrontato quotidianamente dal figlio.

Lo studente può seguire ogni giorno dalle quattro alle sei ore di lezioni universitarie di Biologia, Chimica e Fisica. Durante una sola lezione, un docente può presentare una quantità molto elevata di contenuti e materiali. Al termine della giornata, il ragazzo pensa di poter recuperare nel pomeriggio tutto ciò che non è riuscito ad assimilare.

Il giorno successivo, però, si aggiungono nuove lezioni e nuovi argomenti. In questo modo, il lavoro arretrato si somma rapidamente a quello della giornata. Dopo due o tre settimane, il rischio è che il carico di studio diventi molto difficile da gestire.

Il semestre filtro, inoltre, non si conclude con un tradizionale esame orale o con un’unica prova generale. Gli studenti devono affrontare tre esami scritti distinti, dedicati a Biologia, Chimica e Fisica. Ogni prova comprende 31 quesiti a risposta multipla e a completamento.

Per ottenere un risultato competitivo non è sufficiente conoscere la teoria. Bisogna essere in grado di interpretare correttamente i quesiti, individuare rapidamente il procedimento da seguire e rispondere in un tempo molto limitato.

Questa capacità si sviluppa attraverso mesi di esercitazione specifica. Gli studenti che hanno iniziato a studiare prima dell’avvio delle lezioni universitarie possiedono, quindi, un vantaggio concreto: possono utilizzare gli ultimi mesi per consolidare le conoscenze, allenarsi sui quesiti e migliorare la gestione del tempo.

I genitori come possono sostenere i figli durante il semestre filtro?

Francesco Cordua: Il ruolo dei genitori è molto delicato. Da una parte devono gestire la comprensibile sensazione di impotenza che può emergere davanti alla pressione vissuta dai figli; dall’altra devono aiutarli a mantenere una visione lucida e organizzata del percorso.

Un errore frequente consiste nel dedicare tutto il tempo disponibile allo studio teorico, cercando di approfondire ogni argomento in modo estremamente verticale. La teoria è indispensabile, ma da sola non basta.

Per affrontare efficacemente le prove è necessario riservare un periodo adeguato all’esercitazione continua: bisogna lavorare sui quesiti, imparare a riconoscere le diverse tipologie di domanda e allenarsi a rispondere rispettando i tempi previsti.

Il genitore può essere d’aiuto sostenendo una pianificazione realistica, rispettando i momenti di difficoltà e ricordando al ragazzo che la preparazione non deve essere misurata soltanto dal numero di ore trascorse sui libri, ma anche dalla qualità e dall’efficacia del lavoro svolto.

Carlotta Arnaldi: Il vero vantaggio competitivo nasce dalla capacità di ottimizzare il tempo, una risorsa che non possiamo recuperare una volta persa.

Molti studenti iniziano il semestre filtro pensando che le lezioni universitarie riprendano da zero tutti gli argomenti previsti dal Syllabus. In realtà, le conoscenze scientifiche di base acquisite durante il liceo vengono spesso considerate già consolidate. Le lezioni universitarie servono principalmente ad approfondire, integrare e sviluppare quei concetti.

Per comprendere la quantità di studio richiesta basta pensare che, per Biologia, molti atenei indicano tra i testi di riferimento manuali universitari molto ampi e complessi, come l’Alberts. Affrontare materiali di questo livello richiede tempo, metodo e basi solide.

Idealmente, lo studente dovrebbe arrivare all’inizio del semestre con una buona conoscenza teorica degli argomenti fondamentali. Da settembre in poi dovrebbe concentrarsi sul ripasso, sul consolidamento e sull’esercitazione, lavorando anche sui quesiti più complessi e sulla gestione del tempo.

È importante, inoltre, mantenere come riferimento il Syllabus ufficiale. Non sempre tutte le lezioni universitarie seguono esattamente l’ordine o il livello di approfondimento previsto per le prove: lo studente deve quindi imparare a distinguere gli argomenti prioritari e a organizzare lo studio in funzione dell’esame.

Quando bisogna iniziare a prepararsi per le selezioni di Medicina del 2027?

Francesco Cordua: Il consiglio fondamentale per chi affronterà le selezioni nel 2027 è comprendere che il percorso non inizierà tra qualche mese, bensì è già iniziato.

Gli obiettivi accademici e professionali si costruiscono attraverso le scelte quotidiane. Già a partire dall’autunno vengono normalmente pubblicati i primi bandi delle università private, mentre diverse prove di ammissione si svolgono nei primi mesi dell’anno.

Se consideriamo che una preparazione completa richiede diversi mesi di studio e di esercitazione, appare evidente quanto sia importante iniziare per tempo. Rimandare significa comprimere un programma molto ampio in poche settimane, proprio mentre gli studenti dell’ultimo anno devono affrontare anche gli impegni scolastici e l’esame di Stato.

La stagione delle selezioni può offrire diverse opportunità: i test delle università private in lingua italiana, quelli per i corsi in lingua inglese, l’IMAT e il semestre filtro. Ogni prova presenta caratteristiche differenti, ma tutte richiedono solide conoscenze scientifiche, metodo e allenamento.

Per rispondere anche alle esigenze degli studenti interessati ai corsi internazionali, Cordua ha sviluppato un progetto didattico interamente in lingua inglese, con docenti qualificati, materiali dedicati e quesiti commentati in inglese.

Molti studenti iniziano a prepararsi già durante il quarto anno delle scuole superiori o nel periodo estivo. In questo modo possono distribuire il carico di lavoro, consolidare gradualmente le materie scientifiche e arrivare alle prove con maggiore sicurezza.

Come conciliare la preparazione ai test di Medicina con la maturità?

Carlotta Arnaldi: È necessario distinguere tra il desiderio di superare una selezione e la volontà concreta di prepararsi per riuscirci.

L’accesso a Medicina è un obiettivo impegnativo. Affrontare una prova selettiva senza una preparazione scientifica e metodologica adeguata può generare ansia e senso di smarrimento, soprattutto durante l’anno della Maturità.

Per evitare il sovraccarico è indispensabile pianificare lo studio nel lungo periodo. Un programma molto ampio non può essere assimilato tutto insieme: bisogna procedere gradualmente, costruendo prima un metodo di studio efficace e affrontando poi, un argomento alla volta, le diverse parti del Syllabus.

Le selezioni primaverili rappresentano uno snodo importante anche per chi ha come obiettivo principale l’IMAT o il semestre filtro. Se entro i primi mesi dell’anno uno studente ha già consolidato gli argomenti fondamentali, potrà dedicare i mesi successivi ai contenuti più complessi, alle simulazioni e al miglioramento della tecnica di risposta.

Iniziare tardi, invece, significa dover recuperare le basi scientifiche mentre si affrontano contemporaneamente la Maturità, le scadenze scolastiche e le diverse prove di ammissione.

Una preparazione anticipata e programmata consente di distribuire lo studio in modo sostenibile e di affrontare ogni fase con maggiore lucidità. L’obiettivo può sembrare molto grande, ma diventa raggiungibile quando viene suddiviso in passaggi concreti e progressivi.

Perché l’esercitazione è importante quanto lo studio teorico?

Francesco Cordua: Nei test di ammissione e negli esami del semestre filtro, conoscere un argomento non significa automaticamente saper rispondere correttamente a una domanda.

Lo studente deve imparare a leggere il quesito, individuare le informazioni rilevanti, evitare i distrattori e scegliere la risposta nel tempo disponibile. Questa competenza si acquisisce attraverso l’esercitazione costante.

Le simulazioni permettono anche di riconoscere i propri punti deboli. Dopo ogni prova è importante analizzare gli errori, comprenderne la causa e distinguere tra una lacuna teorica, un errore di ragionamento, una lettura frettolosa o una gestione inefficace del tempo.

La preparazione più efficace integra quindi tre elementi: studio teorico, esercitazione mirata e simulazioni complete. Nessuno di questi aspetti può sostituire gli altri.

Qual è il metodo migliore per affrontare il semestre filtro, l’IMAT e i vari test di ammissione?

Carlotta Arnaldi: Non esiste una preparazione identica per tutte le selezioni, perché ciascuna prova presenta programmi, strutture e criteri specifici. Esiste però un metodo comune.

Il primo passaggio consiste nel conoscere esattamente il proprio obiettivo e analizzare il bando o il Syllabus di riferimento. Successivamente bisogna valutare il livello di partenza, individuare le lacune e costruire un calendario di studio realistico.

Lo studio deve procedere in modo graduale, alternando teoria ed esercitazione. È altrettanto importante programmare ripassi periodici e simulazioni, senza attendere le settimane immediatamente precedenti alla prova.

Infine, bisogna monitorare costantemente i risultati. Il punteggio ottenuto nelle esercitazioni non deve essere vissuto come un giudizio, ma come uno strumento per capire dove intervenire e come migliorare.

FAQ sul semestre filtro, sull’IMAT e sui test medico-sanitari

Il semestre filtro è il percorso previsto per l’accesso ai corsi statali in lingua italiana di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina Veterinaria. Gli studenti frequentano gli insegnamenti previsti e sostengono 3 esami nazionali nelle materie scientifiche indicate dal Syllabus, ossia Biologia, Chimica e propedeutica Biochimica e Fisica.

L’IMAT, International Medical Admissions Test, è la prova di ammissione ai corsi di Medicina e Chirurgia in lingua inglese offerti dalle università statali italiane. Richiede una preparazione specifica in lingua inglese e una solida padronanza delle materie previste dal programma ufficiale.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) stabilisce, attraverso un apposito decreto, la data della prova, la durata, il numero complessivo dei quesiti e la loro distribuzione tra le diverse materie. La prova viene invece predisposta autonomamente da ciascun ateneo, nel rispetto della struttura e dei programmi definiti a livello nazionale.

Per il 2026, la prova avrà una durata di 100 minuti e sarà composta da 60 quesiti così suddivisi:

  • 4 quesiti di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi;
  • 5 quesiti di ragionamento logico e problemi;
  • 23 quesiti di Biologia;
  • 15 quesiti di Chimica;
  • 13 quesiti di Fisica e Matematica.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) stabilisce, attraverso un apposito decreto, la data della prova, la durata, il numero complessivo dei quesiti e la loro distribuzione tra le diverse materie. La prova viene invece predisposta autonomamente da ciascun ateneo, nel rispetto della struttura e dei programmi definiti a livello nazionale.

Per il 2026, la prova avrà una durata di 100 minuti e sarà composta da 60 quesiti così suddivisi:

  • 4 quesiti di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi;
  • 5 quesiti di ragionamento logico e problemi;
  • 23 quesiti di Biologia;
  • 15 quesiti di Chimica;
  • 13 quesiti di Fisica e Matematica.

Le università private medico-sanitarie hanno mantenuto il test di ammissione. La struttura della prova, il numero di quesiti, le materie previste, i criteri di valutazione e le tempistiche variano in base all’ateneo.

Per conoscere nel dettaglio le caratteristiche dei diversi test e capire come prepararti, partecipa a uno dei nostri Open Day online e gratuiti.

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