Come prepararsi alla nuova modalità di accesso negli atenei di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria in lingua italiana delle università italiane? Per rispondere a questa domanda può essere utile partire dall’esperienza di chi questo percorso lo ha già vissuto, proprio nell’anno della sua introduzione.
Dora Forte, ex allieva Cordua, è stata infatti tra i primi studenti in Italia ad affrontare il semestre filtro nel 2025. Un’esperienza completamente nuova, senza precedenti a cui fare riferimento, che l’ha messa alla prova non soltanto dal punto di vista didattico, ma anche nella gestione dello studio, della pressione e delle proprie insicurezze.
Prima del semestre filtro, Dora aveva già ottenuto importanti risultati nelle selezioni delle università private: 12ª classificata all’Università San Raffaele di Milano e ammessa anche all’Università Campus Bio-Medico di Roma e all’Università Cattolica. Successivamente ha superato il semestre filtro ed è entrata a Medicina all’Università di Pavia, la sua prima scelta.
Oggi riprendiamo la sua testimonianza con uno sguardo rivolto agli studenti che si preparano ad affrontare il semestre filtro 2026. Dal metodo di studio alle tecniche di memorizzazione, dalla gestione di una grande mole di contenuti alla capacità di non lasciarsi bloccare dalla paura: l’esperienza di Dora permette di comprendere quali difficoltà può presentare questo percorso e quali strumenti possono aiutare ad affrontarlo con maggiore consapevolezza.
Indice
- Cosa hanno rappresentato per te tutti questi successi?
- In cosa ti senti cambiata dopo il percorso di preparazione con Cordua?
- Quanto sono state utili le tecniche di studio e di memorizzazione durante il semestre filtro?
- Cosa ha rappresentato per te affrontare il primo semestre filtro nel 2025?
- Quando hai iniziato ad avere maggiore consapevolezza delle tue capacità?
- Come è cambiato il tuo modo di affrontare le prove di ammissione?
- Quale parola utilizzeresti per descrivere Cordua?
- Quale consiglio daresti a chi sogna di entrare a Medicina?
- Come prepararsi al semestre filtro 2026? L’esperienza di chi lo ha già affrontato
Cosa hanno rappresentato per te tutti questi successi?
“Tutti questi successi sono stati per me innanzitutto una fonte di grande felicità, ma soprattutto di grande soddisfazione.
Anche grazie a questi risultati ho imparato a credere di più in me stessa e ho capito che, quando c’è un obiettivo che si vuole davvero raggiungere e si mette il giusto impegno, è possibile farcela.
In questo Cordua mi ha aiutata molto. Mi sento cresciuta non soltanto dal punto di vista didattico, ma anche a livello personale, e sono chiaramente molto contenta del percorso che ho fatto.”
In cosa ti senti cambiata dopo il percorso di preparazione con Cordua?
“Sicuramente mi vedo cambiata nell’approccio allo studio. Con Cordua ho imparato nuovi metodi per affrontarlo e nuove tecniche di memorizzazione che, secondo me, permettono di rendere lo studio più leggero.
Ma il cambiamento che ho percepito riguarda anche il modo in cui mi rapporto a me stessa. Ho imparato a credere maggiormente nelle mie capacità e a non spaventarmi davanti a ostacoli che, inizialmente, possono sembrare impossibili da superare.
È soprattutto sotto questi due aspetti, didattico e personale, che mi sento molto cambiata.”
Quanto sono state utili le tecniche di studio e di memorizzazione durante il semestre filtro?
“Per me sono state molto utili, soprattutto perché durante il semestre filtro la mole di studio da gestire era elevata e il tempo a disposizione era poco.
In una situazione del genere è necessario riuscire a fissare bene i concetti. Credo che le tecniche di memorizzazione siano state una delle chiavi per rendere il carico di studio meno pesante e, allo stesso tempo, ottimizzare i risultati, perché aiutano a migliorare la memoria.
Mi sono state utili anche durante il periodo della maturità. Al quinto anno può spaventare l’idea di dover conciliare la preparazione dell’esame di Stato con quella necessaria per l’ingresso all’università. Io stessa mi sono trovata in questa situazione.
Alla fine, però, ho capito che con gli strumenti giusti è assolutamente possibile conciliare entrambe le cose.”
Cosa ha rappresentato per te affrontare il primo semestre filtro nel 2025?
“È stato molto impegnativo perché eravamo studenti di Medicina, ma allo stesso tempo non eravamo ancora realmente studenti di Medicina.
Soprattutto, non avevamo una guida derivante dalle esperienze degli anni precedenti, perché si trattava di una modalità di accesso completamente nuova per tutti. Non avevamo punti di riferimento e non sapevamo esattamente come approcciarci allo studio.
Normalmente, all’università, si seguono le lezioni di un professore sapendo che poi l’esame verrà sostenuto con quel docente e, di conseguenza, è possibile orientarsi meglio. Nel nostro caso avevamo invece delle indicazioni nazionali contenute nel syllabus, ma erano indicazioni molto ampie. C’erano tanti argomenti e non sapevamo con certezza su quali concentrarci maggiormente, perché nessuno sapeva cosa avremmo effettivamente trovato negli esami.
Credo quindi che una delle difficoltà più grandi sia stata proprio mentale: non lasciarsi prendere dalla paura di stare sbagliando.
Quella paura può distrarti, bloccarti e portarti a dubitare di te stesso. Per me è stato fondamentale rimanere focalizzata sull’obiettivo e avere fiducia in quello che stavo facendo.
Sapevamo che si trattava di qualcosa di nuovo per tutti e che esisteva la possibilità di sbagliare. Ma quando sai che stai dando tutto quello che puoi, riesci anche ad affrontare il percorso con maggiore tranquillità.”
Quando hai iniziato ad avere maggiore consapevolezza delle tue capacità?
“La consapevolezza è cresciuta sicuramente quando sono arrivati i primi risultati, già con i test delle università private.
Per me sono stati una grande soddisfazione. Inizialmente avevo deciso di affrontare quelle selezioni anche come preparazione in vista del futuro test della Statale, che successivamente è stato sostituito dal semestre filtro.
Alla fine, però, quell’esperienza mi è tornata comunque molto utile, perché avevo già affrontato situazioni simili e sapevo cosa significasse trovarsi davanti a una prova di selezione.
Vedere arrivare quei primi risultati mi ha permesso di credere maggiormente in me stessa. Questa consapevolezza è aumentata ancora di più quando, dopo il semestre filtro, sono riuscita a entrare nella mia prima scelta.
In quel momento ho capito davvero che tutto l’impegno che avevo messo nel percorso era stato ripagato.”
Come è cambiato il tuo modo di affrontare le prove di ammissione?
“È cambiato completamente.
Il test dell’Università Campus Bio-Medico è stato il mio primo test ed ero molto impaurita. Mi sentivo persa in quell’ambiente e non sapevo bene come gestire la situazione.
Successivamente, vivendo più volte esperienze simili, ho iniziato a sapere cosa mi aspettava e soprattutto cosa dire a me stessa in quei momenti.
Durante una prova arriva un momento in cui, anche se sei in una stanza piena di altre persone, ti ritrovi da solo con te stesso. In quel momento ciò che dici a te stesso conta davvero.
Imparare ad affrontare quella situazione e a gestire il mio dialogo interiore è stato fondamentale per me.”
Quale parola utilizzeresti per descrivere Cordua?
“Direi passione, oppure impegno.
Ho visto la passione di tutti i docenti e di tutto il team e credo che sia stata proprio quella passione a essere trasmessa a noi studenti.
In questo modo siamo riusciti a far emergere ancora di più la passione per il nostro obiettivo.
Alla fine è proprio la passione il motore che ci porta a mettere in campo tutto l’impegno necessario per raggiungere un risultato. Per questo credo che sia la parola giusta.”
Quale consiglio daresti a chi sogna di entrare a Medicina?
“Il mio consiglio è sicuramente quello di credere in sè stessi e di non lasciarsi abbattere dalle paure, sia da quelle che nascono dentro di noi sia da quelle che possono arrivare dalle persone che ci circondano.
Bisogna ricordarsi che, se si vuole davvero qualcosa e si crede nel proprio obiettivo, allora è possibile raggiungerlo.”
Come prepararsi al semestre filtro 2026? L’esperienza di chi lo ha già affrontato
Dora ha affrontato il semestre filtro nel 2025, il primo anno di applicazione della nuova modalità di accesso a Medicina. Proprio per questo la sua esperienza può rappresentare oggi un punto di riferimento per gli studenti che si preparano al semestre filtro 2026.
Dalla sua testimonianza emerge innanzitutto l’importanza del metodo. Quando la mole di contenuti è elevata e il tempo per assimilarli è limitato, sapere come studiare e memorizzare diventa parte integrante della preparazione.
Ma emerge anche un secondo elemento: la gestione mentale della prova. Dora racconta il passaggio dalla paura sperimentata durante le prime selezioni alla capacità di affrontare gli esami con maggiore consapevolezza, imparando a gestire anche la propria emotività.
Il suo percorso l’ha portata a superare il semestre filtro ed entrare a Medicina all’Università di Pavia, la sua prima scelta. Agli studenti che oggi si preparano ad affrontare il semestre filtro 2026 lascia soprattutto un messaggio: credere nelle proprie capacità, non lasciarsi bloccare dalla paura e affrontare il percorso con gli strumenti e la preparazione necessari.





