Test Imat 2026: analisi del punteggio minimo teorico post pubblicazione punteggi anonimi

“Test Imat 2026: analisi del punteggio minimo teorico post pubblicazione punteggi anonimi”: guarda la nuova puntata del podcast di Cordua.

La pubblicazione dei punteggi anonimi IMAT 2026, l’8 ottobre, offre i primi elementi per analizzare i risultati del test di accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria in lingua inglese degli atenei statali. Quanti candidati hanno partecipato? Come cambia la selettività rispetto al 2025? Quale potrebbe essere il punteggio minimo teorico per l’ammissione?

Nella nuova puntata del podcast, Francesco Cordua e il prof. Simone Brunengo espongono un’analisi sui dati della graduatoria anonima: le soglie indicate sono stime, da confrontare con la graduatoria nominativa e i successivi scorrimenti.

Quali novità emergono dai punteggi anonimi dell’IMAT 2026?

Francesco Cordua: «Il primo dato che ci ha colpito è la presenza di circa 5.000 candidati in più in graduatoria: l’anno scorso erano intorno ai 13.000, quest’anno superano i 18.000.

Abbiamo dedicato tempo a capire questi numeri. All’interno della graduatoria unica, anche l’anno scorso, non erano presenti soltanto studenti italiani ed europei, ma anche candidati internazionali. Lavorando con Simone abbiamo quindi analizzato i dati per ricavare informazioni utili a chi si è candidato per l’accesso a Medicina in lingua inglese, ma anche a Odontoiatria e Veterinaria.

Ricordiamo, infatti, che la graduatoria è un contenitore unico. Oggi, 8 ottobre 2026, è disponibile in formato anonimo; il 26 ottobre verrà resa nominativa, in ordine decrescente di merito, e conosceremo le assegnazioni alle sedi, un’informazione che oggi non abbiamo.

L’incremento dei candidati è di circa il 36%, ovvero 4.800-5.000 partecipanti in più. Più candidati significa una selettività maggiore. Il dato relativo agli studenti italiani non è ancora preciso: possiamo quindi fornire un’analisi orientativa, che riteniamo affidabile sulla base del lavoro svolto e dell’esperienza degli anni passati».

Come avete analizzato la graduatoria anonima dell’IMAT 2026?

Prof. Simone Brunengo: «Il vantaggio è stato avere a disposizione la graduatoria anonima con tutti i codici che fanno le veci dei nomi dei candidati.

Ci siamo resi conto che al suo interno erano presenti studenti italiani, dell’Unione Europea e non appartenenti all’Unione Europea, candidati per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

L’analisi ha riguardato l’identificazione dei candidati che concorreranno nella graduatoria di riferimento per gli studenti italiani, attraverso una stima sulle sedi estere e sulla distribuzione dei candidati UE e non UE.

Questo processo ci ha portato a stimare il numero di candidati con cui competeranno i nostri studenti e il punteggio minimo teorico».

Francesco Cordua: «Dei 18.368 candidati, circa 17.300 hanno ottenuto un punteggio superiore a 20, il punteggio minimo di cui stiamo parlando per l’ingresso in graduatoria.

Nella nostra lettura, questo dato indica una prova relativamente semplice e in linea con quella dell’anno scorso. Non siamo più ai tempi in cui l’IMAT veniva scritto dal Cambridge Assessment, che è stato l’incubo di molti studenti in passato».

Quanti posti sono stati considerati nell’analisi dell’IMAT 2026?

Francesco Cordua: «Il numero 1.319 nasce dalla somma di tre dati: 1.207 posti di Medicina, suddivisi in 14 sedi in Italia, 49 posti di Odontoiatria e 63 posti di Veterinaria, presente nelle sedi di Bologna e Napoli.

Sommando questi posti arriviamo a 1.319. Non possiamo però associare automaticamente quel numero a una posizione definitiva di ammissione, perché non conosciamo ancora le preferenze dei candidati.

Nel ragionamento ipotizziamo che i primi 1.207 posti siano occupati da candidati che hanno come prima scelta Medicina, poi consideriamo Odontoiatria e Veterinaria. Ma il candidato in prima posizione assoluta potrebbe avere come prima scelta proprio Veterinaria.

Negli anni passati, ragionando in questo modo, ci siamo avvicinati al risultato nell’ordine di circa 50 posizioni».

Quali sono i punteggi medi nelle prime 1.319 posizioni della graduatoria IMAT 2026?

Francesco Cordua: «I punteggi dei candidati nelle prime 1.319 posizioni sono molto alti. Il massimo raggiungibile è 90 su 90, mentre il punteggio medio si attesta a 76 su 90.

Guardando i risultati medi per materia, troviamo:

  • Biologia: 32,9 punti su un massimo di 34,5.
  • Chimica: 17,5 punti su un massimo di 22,5.
  • Matematica e Fisica: 14,9 punti su un massimo di 19,5.
  • Logica: 6,2 punti su un massimo di 7,5.
  • Comprensione del testo e Cultura generale: 4,5 punti su un massimo di 6.

Parliamo di una prova molto in linea con l’anno scorso e relativamente semplice. In Chimica, per esempio, erano presenti domande come “Quale delle seguenti sostanze è un acido?”, alle quali potrebbe rispondere uno studente del terzo o quarto anno di liceo.

Questo significa che gli studenti devono adeguarsi, non prendere sottogamba la prova ed essere capaci di alzare il proprio standard di competenze per puntare a punteggi più alti».

Quanto è selettivo l’IMAT 2026 rispetto al 2025?

Prof. Simone Brunengo: «Il grado di selettività è aumentato rispetto all’anno scorso. La selettività è il rapporto tra i posti disponibili e il numero di candidati.

L’anno scorso il rapporto era tra un posto ogni 12 e un posto ogni 13 candidati. Quest’anno, considerando gli oltre 18.000 partecipanti e il totale dei posti analizzati, arriviamo a circa un posto ogni 14 candidati, cioè il 7%.

Se già l’anno scorso c’era stata un’impennata nella competitività dell’IMAT, quest’anno il livello si è alzato ulteriormente.

Il candidato che occupa la posizione 1.319 nella graduatoria anonima ha ottenuto 71,5 punti su 90».

Francesco Cordua: «Dati alla mano, confrontando gli accessi alle università statali e private, nella nostra analisi stiamo parlando del test più selettivo degli ultimi dieci anni».

Perché 71,5 punti non coincidono necessariamente con la soglia di ammissione IMAT 2026?

Prof. Simone Brunengo: «Fortunatamente non basta guardare il candidato alla posizione 1.319 per individuare la soglia.

Chi si trova sopra i 71,5 punti, secondo la nostra analisi, è sicuro di essere dentro. Tuttavia, nella graduatoria anonima sono presenti anche candidati che hanno sostenuto la prova in sedi estere, per esempio in Brasile, Azerbaigian, Albania, Germania e Francia.

Non tutti competeranno per i posti riservati ai candidati UE. Abbiamo quindi cercato di stimare un punteggio minimo affidabile per la graduatoria UE».

Francesco Cordua: «Il dato di 71,5 punti appartiene alla graduatoria complessiva, che comprende sia candidati europei sia candidati non UE.

Escludendo attraverso la nostra stima i candidati non UE che concorreranno separatamente, arriviamo a un punteggio minimo teorico di 65,8 punti.

È un passaggio fondamentale per interpretare i risultati: il punteggio della posizione 1.319 nella graduatoria anonima non coincide automaticamente con la soglia prevista per i candidati UE».

Quale potrebbe essere il punteggio minimo IMAT 2026 alla prima assegnazione?

Francesco Cordua: «Dal punteggio minimo teorico di 65,8 punti prevediamo un’ulteriore discesa, perché la graduatoria anonima non mostra ancora le scelte e le preferenze di sede dei candidati.

Chi ha inserito soltanto poche sedi potrebbe non risultare assegnato se i posti disponibili in quelle sedi sono già esauriti.

Per questo, alla pubblicazione della graduatoria nominativa del 26 ottobre, prevediamo una forbice tra 64,5 e 64,8 punti.

Si tratta della nostra previsione sulla base dei dati disponibili e delle informazioni che ancora mancano sulle preferenze espresse».

Quanto potrebbe scendere la graduatoria IMAT 2026 con gli scorrimenti?

Francesco Cordua: «Dopo la prima assegnazione, la graduatoria continuerà a muoversi attraverso gli scorrimenti.

Può accadere, per esempio, che un candidato rinunci perché è stato assegnato a una sede distante. Queste rinunce consentono alla graduatoria di scendere ulteriormente.

Nella nostra previsione, gli scorrimenti potrebbero portare a una discesa di circa 200-220 posizioni entro la fine dell’anno o l’inizio del 2027».

Come prepararsi all’IMAT del prossimo anno?

Prof. Simone Brunengo: «Il consiglio da docente è di prepararsi a un livello di competitività molto elevato, cominciando in anticipo.

Bisogna essere consapevoli che, oltre alle competenze nelle materie della prova, servirà saper gestire il test sul piano emotivo, del tempo e mentale».

Francesco Cordua: «Gli studenti devono alzare il proprio standard di preparazione. Una prova relativamente semplice non deve essere presa sottogamba: quando molti candidati ottengono punteggi elevati, diventa necessario puntare a risultati più alti.

L’aumento del 36% dei candidati dimostra anche l’attrattività dei nostri corsi di laurea presso gli studenti europei e internazionali.

Per questo, da aprile 2027, faremo nascere un progetto con una nuova aula rivolta agli studenti europei ed esteri».

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